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2017 - Relazione Annuale
ed operative in numerosi Paesi del Vecchio Continente e sud americani65 ed è in grado di gestire in proprio tutte le fasi della filiera di traffico, grazie al credito acquisito presso i principali cartelli nei Paesi di produzione;
- cosa nostra, i cui assetti lascerebbero intravedere un ritorno a equilibri precedenti l’avvento dei corleonesi, risulta sempre più orientata verso i traffici di sostanze stupefacenti anche a causa dell’incisiva attività di contrasto, sia preventiva che repressiva, realizzata nei confronti delle più qualificate articolazioni di questa organizzazione criminale già dedite a sofisticate e complesse attività delittuose. In tale quadro, nell’ambito dei mandamenti mafiosi, lo spaccio delle sostanze stupefacenti ha nuovamente assunto rilievo, pur essendo caratterizzato da forme di alimentazione dei mercati non strutturate e, quindi, non in grado di auto-approvvigionarsi. A tal proposito, sono state individuate forme di collaborazione, in particolare, con organizzazioni calabresi e, per l’hashish, con la camorra. Al momento, non risultano documentate relazioni strutturali con organizzazioni sud- americane, né con esponenti di organizzazioni che gestiscono la c.d. rotta degli oppiacei mentre sono state accertate acquisizioni dirette, in paesi sud-americani, di non ingenti quantitativi giunti sul territorio nazionale anche attraverso vettori aerei commerciali;
- la camorra, che ha consolidato le affiliazioni nella penisola iberica, dove vengono stoccate ingenti quantità di stupefacente del tipo hashish ed ha stabilito qualificati contatti in Sud America per l’importazione diretta di cocaina; sul territorio nazionale, si assiste, inoltre, ad un altrettanto marcata tendenza dei più agguerriti sodalizi alla gestione e alimentazione di reti di spaccio il cui controllo è diventato motivo di scontro armato. Più in particolare, alcune consorterie tradizionalmente contrarie allo spaccio di droghe, ritenenuto un’attività pregiudizievole perché in grado di richiamare le Forze di Polizia a più incisivi controlli sul territorio, hanno riconvertito i propri interessi illeciti verso gli stupefacenti allo scopo di acquisire più rapidamente risorse finanziarie;
- la criminalità pugliese la cui frammentarietà, unita al rinnovato interesse per le sostanze stupefacenti, il cui flusso è alimentato prevalentemente dalle produzioni albanesi di marjuana sull’altra sponda dell’Adriatico, ha condotto ad un cruento scontro armato fra organizzazioni criminali sia nel capoluogo regionale che in provincia di Foggia per la leadership; nello specifico, la sempre più intensa attività di controllo marittimo sta spostando gli sbarchi di ingenti carichi verso le coste abruzzesi e delle Marche, secondo articolati meccanismi di immissione e stoccaggio sul territorio nazionale gestiti anche direttamente dalla criminalità albanese;
- la criminalità straniera ha assorbito spazi territoriali e interessi illeciti non occupati dalla criminalità autoctona. In particolare, si sono imposte organizzazioni:
• marocchine capillarmente radicatesi sul territorio europeo e italiano ed attive nel traffico di
hashish, che si approvvigionano di cocaina in Spagna o in Marocco, divenuto, negli ultimi anni,
primaria area di transito e temporaneo stoccaggio delle spedizioni provenienti dal Sud America;
• nigeriane, in grado di impiegare corrieri ovulatori o bodypackers, la cui strutturazione interna e le crescenti disponibilità finanziarie stanno connotando di una sempre più crescente capacità
operativa;
• albanesi che, come si è detto, si collocano fra le più attive in termini di potenzialità operative, a
partire dalla capacità di controllo della fase di sbarco e recupero nei porti olandesi e belgi, utilizzati per l’introduzione della cocaina in Europa, avvalendosi di capacità di infiltrazione delle strutture logistiche e portuali di movimentazione dei container.
Le indagini hanno anche documentato la capillarità della rete di distribuzione della cocaina in
65 L’arresto del broker latitante Rocco Morabito, operato lo scorso settembre dalla Polizia uruguaiana su attivazione proveniente dalle indagini italiane supportate dalla DCSA, è solo il più eclatante di questi segnali.
Parte prima
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