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2017 - Relazione Annuale
Tra i principali Paesi europei di destinazione figuravano la Spagna (306 casi), l’Olanda (41), la Francia (22), l’Italia (17), la Svizzera (6) e il Portogallo (5).
La Colombia si conferma il maggior produttore mondiale di cocaina, con le più grandi estensioni di coltivazioni di pianta di coca.
Il biennio 2015/2016 ha fatto registrare un consistente aumento delle aree dedicate a tale coltura, passate da 96.000 ha a 146.000 ha. Tale effetto, scaturito in concomitanza dell’accordo di pace tra il Governo colombiano e le FARC, è il prodotto di due aspetti principali:
− un limitato intervento delle forze di polizia nelle aree controllate dai gruppi guerriglieri, coincidenti con quelle di coltivazione;
− un utilizzo esclusivo delle eradicazioni manuali in luogo dell’uso delle aspersioni aeree.
Nel Paese viene segnalata una produzione potenziale di cocaina di oltre 1.000 t.
La maggior parte della sostanza prodotta localmente viene esportata verso il mercato statunitense e in misura minore verso quello europeo, sudamericano ed asiatico, attraverso Brasile, Ecuador, Venezuela, Panama e Messico. L’Italia, quale paese di destinazione è coinvolto da importazioni inoltrate sia via mare che via aerea.
Le organizzazioni colombiane che gestiscono il narcotraffico sono:
− le BA.CRIM. (“bandas criminales”), gruppi armati paramilitari sorti a seguito della smobilitazione
delle storiche A.U.C. (Autodefensas Unidas de Colombia);
− i gruppi dissidenti delle FARC.
L’attività posta in essere dalla polizia nazionale colombiana ha consentito di evidenziare l’esistenza di numerosi laboratori per la raffinazione della cocaina, segno di una presenza sul territorio di notevoli quantità di precursori chimici atti allo scopo (in Colombia vengono sequestrate le maggiori quantità di permanganato di potassio, precursore fondamentale per la produzione di cloridrato di cocaina).
Rotte via aerea della cocaina dalla Colombia verso l’Europa
FOCUS DELL’ESPERTO PER LA SICUREZZA DELLA D.C.S.A. IN COLOMBIA
Parte seconda
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