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2017 - Relazione Annuale
FOCUS DELL’ESPERTO PER LA SICUREZZA DELLA D.C.S.A. IN MACEDONIA
La Macedonia, per la sua particolare posizione geografica al centro dei Balcani, rappresenta uno dei principali canali di transito delle sostanze stupefacenti, in particolare:
- l’eroina, proveniente dalla Turchia, transita in Grecia, Bulgaria, Albania e Macedonia, centri
nevralgici per lo stoccaggio ed il re-imballaggio dei carichi di droga diretti in Europa;
- la marijuana giunge dall’Albania e attraversa la Macedonia per entrare nei diversi paesi dell’area
balcanica, da dove raggiunge gli altri mercati di consumo dell’Unione Europea;
- la cocaina viene introdotta dall’Albania e dalla Grecia per proseguire verso il centro Europa. Nonostante i traffici di questa sostanza rivestano un’importanza marginale rispetto a quelli di altre tipologie di stupefacenti, si assiste ad un aumento degli stessi lungo la direttrice balcanica, determinato dalla sinergia tra i gruppi criminali albanesi, bulgari e turchi con quelli sudamericani;
- le droghe sintetiche, in particolare l’amfetamina, transitano in Macedonia, in larga parte provenienti dalla Bulgaria, che detiene il primato di laboratori clandestini presenti nell’intera regione. Da menzionare la scoperta, in Macedonia, nel dicembre 2017, del più grande laboratorio clandestino dell’area balcanica, che ha consentito il sequestro di un’ingente quantità di amfetamina destinata
in Turchia per essere successivamente distribuita nei teatri di guerra della Siria.
Le organizzazioni criminali macedoni, sebbene operino in modo indipendente, fanno riferimento ad una più ampia rete nazionale ed internazionale, attraverso la quale provvedono all’approvvigionamento ed al successivo smistamento delle sostanze stupefacenti. Rappresentano, di fatto, “l’anello di congiunzione” con le organizzazioni operanti nei Paesi di confine come Grecia, Bulgaria, Albania, Kosovo e Serbia.
Nel 2015, sono stati registrati 1,3 milioni di consumatori ad alto rischio di oppiacei, con una prevalenza media, tra gli adulti (15-64 anni), pari allo 0,4% della popolazione dell’UE35.
Inoltre, i decessi per overdose, correlati nella maggior parte dei casi all’uso di questa sostanza, sono aumentati per il terzo anno consecutivo36.
L’aumento delle segnalazioni di intossicazioni non letali e di decessi pervenute al sistema di allerta rapido dell’Unione Europea indicano una graduale crescente diffusione degli oppiacei sintetici37.
Nel periodo 2009 - 2016 sono stati identificati nel mercato europeo 25 nuovi oppiacei di sintesi, di cui 18 derivati del fentanil. Nel solo 2016, sono stati segnalati 9 nuovi oppiacei, di cui 8 derivati del citato fentanil.
Risultano principalmente implicati nell’importazione illecita dell’eroina nell’Unione europea i gruppi del crimine organizzato:
- turco, che controllano le rotte di traffico che attraversano la Turchia e che possono contare su una
vasta rete di contatti e di agevolatori ubicati, in particolare, in quei Paesi europei dove è più consistente la presenza di una comunità della stessa etnia. Tali gruppi collaborano con quelli iraniani nonché con altri network criminali con base operativa nell’Unione europea ovvero attivi lungo i diversi segmenti della direttrice di traffico;
35 Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT), Relazione europea sulla droga 2017.
36 Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT), Relazione europea sulla droga 2017.
37 Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT), Relazione europea sulla droga 2017.
Parte seconda
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