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Relazione Annuale - 2017
FOCUS DELL’ESPERTO PER LA SICUREZZA IN UZBEKISTAN
Il fenomeno del narcotraffico nel Paese − così come per tutti quelli dell’area centrale asiatica − è fortemente condizionato dalla posizione geografica, tra l’Afghanistan, maggiore produttore mondiale di oppiacei, ed i mercati di consumo.
Le modalità del traffico di eroina vedono l’utilizzo prevalente di itinerari terrestri lungo i quali le partite di tale sostanza vengono movimentate, occultate all’interno di carichi commerciali e di autovetture. Le Autorità uzbeke ritengono che la maggior parte del traffico si sviluppi nella linea di confine con il Tajikistan, area scarsamente monitorata, sebbene segnalino una direttrice di traffico diretta dall’Afghanistan all’Uzbekistan, con l’utilizzo di natanti che attraversano il fiume Amudarya. I carichi di eroina in uscita dal Paese, dopo essere transitati in Kazakistan, sono prevalentemente destinati al mercato di consumo russo.
Nel 2017, a fronte della crescente produzione di oppio in Afghanistan, è stata tuttavia registrata una diminuzione dei sequestri di oppiacei, fatta eccezione per l’oppio grezzo. Tale fenomeno sarebbe attribuibile ad una modifica dei corridoi di transito che attualmente insisterebbero maggiormente sull’area caucasica, ipotesi avvalorata dall’aumento dei sequestri di oppio effettuati in Azerbaijan. In Uzbekistan i derivati della cannabis sono molto diffusi ed i consumatori rappresentano circa il 26% dei tossicodipendenti. La pianta della canapa cresce spontaneamente su tutto il territorio uzbeko, sebbene il fenomeno venga probabilmente sottostimato in quanto gli sforzi governativi si concentrano sul traffico di oppiacei.
Inoltre, nel Paese, come in tutto il centro Asia, è sempre più consistente la presenza di droghe sintetiche, provenienti dalla Russia e dalla Cina. Con riferimento specifico alle NPS, l’Agenzia Antidroga uzbeka ha istituito, con il contributo formativo della DCSA, un gruppo di lavoro che, oltre ad elaborare metodologie di contrasto, propone modifiche ed emendamenti alla base normativa vigente.
A livello previsionale, uno degli aspetti più critici riguarderebbe lo sviluppo commerciale dell’area centro asiatica e la relativa espansione dei trasporti regionali e transregionali che potrebbero determinare un incremento dei traffici illegali di droga.
Gestiscono tali traffici soprattutto le organizzazioni criminali albanesi e quelle balcaniche.
Quale canale di traffico, resta attiva la c.d. Rotta Settentrionale che, attraverso i territori delle Repubbliche Centro-Asiatiche (principalmente Kazakistan, Turkmenistan e Tagikistan), conduce in prevalenza verso il mercato russo e marginalmente verso quello europeo.
Continua ad essere altresì consistente il traffico di eroina lungo la c.d. Rotta Meridionale, come testimoniato da numerosi sequestri effettuati nella regione occidentale dell’Africa, ove convergono quantitativi di droga provenienti dall’est e dal sud Africa, movimentati attraverso navi portacontainer, voli di linea e veicoli gommati.
Il ruolo dei gruppi criminali nigeriani e ghanesi risulta di primaria importanza: gli stessi sembra abbiano stabilito in Ghana solide basi operative da cui organizzare e coordinare i traffici di sostanze stupefacenti26.
26 Nota dell’Esperto per la Sicurezza in Ghana, n. 242/ACC/Varie/01/07/2017 del 7 giungo 2017.
Il narcotraffico internazionale
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