Page 114 - SilvaeAnno03n08-005-005-Sommario-pagg.004.qxp
P. 114
1996-2006: dieci anni di eolico in Italia
rato dal costo corrispondente evitato nella produzione termoelettrica.
FOCUS Tale costo contiene tre voci. La prima è relativa al costo del combusti-
bile risparmiato (credito di energia), la seconda al risparmio ottenuto
nell’esercizio e nella manutenzione degli impianti (credito esercizio e
manutenzione) e la terza alla quantità di potenza sostituita (credito di
capacità). Come è noto, l’intermittenza casuale della generazione eolica
non permette di risparmiare capacità di potenza e quindi il valore del
kWh eolico è stabilito soltanto dal credito di energia e da quello di eser-
cizio e manutenzione. La stima di questi costi viene fatta dall’AEEG e
dall’AU, anno per anno in relazione alla attribuzione del prezzo da rico-
noscere nelle tariffe. I valori riportati nella seconda colonna della Tab. 4
sono quelli già elencati nella Tab. 2.
Un altro valore economico da aggiungere, di difficile quantifica-
zione, è costituito dal credito ambientale, cioè dal beneficio appor-
tato all’ambiente per la quantità di emissioni inquinanti evitate. A
partire dall’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto (febbraio
2005), è stato istituito il mercato internazionale di scambio dei cre-
diti di emissione in termini di tonnellate anidride carbonica equiva-
lente evitata. Il valore attribuito ad 1 tonnellata di CO 2 equivalente è
stato valutato in circa 20 euro sulla base dei costi da sostenere per la
modifica degli impianti termoelettrici in modo da ridurre le emissio-
ni di gas serra nell’atmosfera. In base a questa stima ogni tonnellata
di CO 2 equivalente evitata con la produzione eolica dà diritto ad un
credito di 20 euro che può essere ceduto ai produttori di elettricità
convenzionale. Questi pertanto possono evitare di ridurre le loro
emissioni acquistando i crediti sul mercato. Pertanto, da un punto di
vista strettamente economico sembrerebbe ormai acquisito il valore
da attribuire alle fonti rinnovabili come beneficio per esternalità, ma
su questo punto non esiste l’accordo degli ambientalisti, per i quali
il credito ambientale è da stimare su livelli più alti. Lasciando da par-
te questa discussione, assumiamo come ulteriore valore economico
il credito dovuto alle emissioni evitate nella misura di 20 euro/t ed
applichiamo tale valorizzazione retroattivamente anche agli anni
precedenti. Dai dati della CO 2 evitata di Tab. 1, otteniamo la terza
Anno
colonna della Tab. 3, che registra la seconda voce del credito econo-
III
-
n.
8
122 SILVÆ

