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Il legno come combustibile: caratteristiche energetiche e di prodotto
Molti apparecchi dell’ultima generazione, invece, consentono di ot-
tenere rendimenti molto elevati dell’ordine anche dell’80%.
Sono infatti di combustione secondaria ovvero di sistemi che permettono
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di sfruttare un fenomeno di ossidazione, realizzabile solo negli apparec-
chi a focolare chiuso, immettendo in posizione adatta all’interno del fo-
colare, aria surriscaldata; l’afflusso di quest’ultima in quantità definite
consente di bruciare i gas (anidride solforosa, benzopirene, monossido
di carbonio, ecc.) prodotti nella combustione primaria sviluppando:
- significativo aumento della produzione di calore;
- abbattimento dell’inquinamento;
- riduzione di residui e ceneri.
Prima di parlare del valore energetico del legno è importante defini-
re cosa siano energia e calore. L’energia è la capacità di un sistema di
compiere un lavoro. Il calore è il flusso di energia termica.
L’unità di misura dell’energia è il Joule (J), con i suoi multipli (KJ=
1.000; MJ = 1.000.000 J, ecc.)
Un’unità derivata molto usata è il chilowattora (kWh), anche se non
è più adoperata nel contesto scientifico.
Unità di energia: fattori di conversione
1kWh = 3600 kJ
1kWh = 860 kcal
1MJ = 239 kcal
1MJ = 0,278 kWh
1000kcal = 1.16 kWh
1000kcal = 4,19 MJ
Il valore energetico del legno viene espresso dal suo “potere calorifi-
co” definito come “la somma delle unità di energia termica che si libe-
rano durante la combustione di un kg di legno”.
Il potere calorifero può essere:
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1) inferiore: non tiene conto del calore che si libera quando il vapore ac-
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queo prodotto durante la combustione si condensa in acqua allo sta-
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