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Indagine sulle utilizzazioni forestali degli ultimi 50 anni nell’Italia centro-meridionale
macchine in uso da molte generazioni, e solitamente ripetono rituali
convenzionali tramandati di padre in figlio, in cui l’aspetto predomi-
nante resta la forza fisica dell’uomo. L’abbattimento e l’allestimento
delle piante nelle fustaie fino agli anni 60-70 avveniva con l’accetta e il
segone, mentre nei cedui erano utilizzate l’accetta e la roncola.
Questi sistemi si sono mantenuti sia per ragioni storiche, sia per un
divieto legislativo relativo ai cedui, riportato esplicitamente nelle
Prescrizioni di Massima e Polizia Forestale PMPF. Si riteneva, infatti,
che l’uso delle motoseghe nei boschi cedui compromettesse irrepara-
bilmente, con le vibrazioni, la vitalità delle ceppaie, cosa poi dimostrata
scientificamente del tutto infondata. Gran parte del legname tagliato
dai cedui era carbonizzato direttamente in bosco, sia per la richiesta del
mercato di questo prodotto, sia perché in tal modo si contenevano i co-
sti d’esbosco. La presenza di infrastrutture forestali era molto ridotta e
rappresentata essenzialmente da mulattiere e carrarecce.
Le infrastrutture forestali in genere sono state sempre trascurate in
molte realtà forestali del Centro-Sud, mentre in altre si è compreso che
per un’efficace utilizzazione dei soprassuoli forestali la presenza della
viabilità è uno degli aspetti imprescindibili e fondamentali per abbassa-
re i costi d’estrazione del legname. Questo tipo d’infrastruttura è estre-
mamente utile per il servizio di sorveglianza e manutenzione del bosco,
per la lotta agli incendi, per fini ricreativi e per permettere una gestione
sostenibile e multidisciplinare dei boschi.
Le prime evoluzioni tecnologiche sono iniziate alla fine degli anni cin-
quanta, quando venne autorizzato l’uso della motosega anche nel taglio
dei boschi cedui. Questo passaggio assume una forte valenza, visto le
estese superfici forestali che questa forma di governo ha nel Centro-Sud.
Da quest’indagine conoscitiva è emerso che la proprietà boschiva e
le imprese boschive di utilizzazione, preferiscono questo tipo di bosco
anziché le fustaie. In sede di programmazione forestale nazionale e re-
gionali, quindi, questo aspetto non deve e non può essere trascurato, se
davvero si vuole creare una sinergia fra le diverse componenti presenti
nell’intera filiera foresta- legno.
Nelle fasi di concentramento ed esbosco, l’evoluzione, nel corso de-
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gli anni, è passata da sistemi a strascico con animali, a teleferiche trifuni
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