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Primo studio sulla diffusione spontanea della vegetazione nelle pinete dell’arco jonico-materano


                  Questa vegetazione, che poi è quella che in prima istanza si oppone
               alla erosione marina della costa, è variamente costituita; in alcune aree è
               compatta e assicura egregiamente la stabilità del terreno, in altre ancora,
               soprattutto per motivi antropici, appare degradata con ampi spazi liberi.
                  In queste fitocenosi troviamo: Ammophila littoralis Rothm., Sporobolus
               pungens Kunth, Eryngium maritimum L., Echinophora spinosa L., Medicago
               marina L., Euphorbia paralias L., Cakile maritima Scop., Calystegia soldanel-
               la R. Br., Pancratium maritimum L., Inula crithmoides L., ecc.
                  I cordoni dunali nella parte verso terra, invece, ospitano un tipo di
               vegetazione a prevalenza cespugliosa che con le sue cime basse, ma
               dense, proteggono attivamente la sabbia dalla erosione eolica e dalle
               mareggiate. Le prime piante cespugliose, in contatto con quelle erbacee
               antistanti, spesso assumono portamento a bandiera con parte della
               chioma priva di foglie.
                  Costituiscono la vegetazione cespugliosa sui cordoni dunali:
               Juniperus oxycedrus L. subsp. macrocarpa Ball., Tamerix africana Poiret, T.
               gallica L. Acacia chyanophilla Lindley, Pistacia lentiscus L., Atriplex halimus
               L., Dafne gnidium L., ecc..
                  Nelle zone retro o interdunali, dove la salinità della falda, peraltro
               molto superficiale, raggiunge valori elevati, si è selezionato un tipo di
               vegetazione con spiccati caratteri alsofili, particolarmente resistenti alla
               salinità: Juncus acutus L., Suaeda fruticosa Forsskål, Arthrocnemum fruticosum
               Moq., Halimione portulacoides Aellen, Limonium serotinum Pign., ecc.
                  Naturalmente la sequenza vegetazionale appena descritta rappresen-
               ta il tipo prevalente, ma le varianti che si riscontrano sono diverse.
               Corbetta et al., 1989, in tutto l’arco jonico, da Taranto al fiume Sinni,
               individua ben 25 fitocenosi appartenenti a 10 classi fitosociologiche.
                  Dunque, è facile immaginare come sia notevole l’importanza biolo-
               gica che assume il sistema vegetazionale del nostro sito. A queste si
               devono aggiungere le fitocenosi della duna più antica e dei terreni con-
               termini dove, prevalentemente, è stato indirizzato il nostro interesse e
               che studi fitosociologici più recenti lo hanno associato al  Pistacio-
               Pinetum halepensis De Marco e Caneva 1984, dell’Oleo-Ceratonion Br. Bl.
          A
          n
          n
               1936 em. Riv. Mart. 1975.
                  Sovente si incontrano anche specie di considerevole importanza
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