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Primo studio sulla diffusione spontanea della vegetazione nelle pinete dell’arco jonico-materano
nelle zone retrodunali e sui fianchi dei fiumi. Per effetto dei depositi
fluviali, delle correnti marine e del vento si sono formati in più zone
diversi cordoni dunali che si alternano fra loro nel formare aree di
bassa quota e che osteggiano lo scolo delle acque interne, di quelle di
esondazione dei fiumi ed anche dell’acqua salata proveniente diretta-
mente dal mare in occasione di forti mareggiate.
L’antiduna, ormai da diversi anni, è soggetta ad erosione marina; in
alcuni punti il fenomeno è di tale gravità che ha raggiunto la vegetazio-
ne arbustiva o addirittura il rimboschimento. I terreni della duna antica
(i più distanti dalla battigia), poiché protetti dalla pineta, sono più ric-
chi di sostanza organica; quelli della duna recente, invece, spesso,
essendo ospitati da una esigua vegetazione erbacea ed arbustiva, sono
poverissimi.
In seguito a diverse analisi chimiche fatte effettuare dal Corpo
Forestale dello Stato nei decenni scorsi, il suolo risulta assolutamente
privo di scheletro, con una percentuale variabile dal 75,44 al 97,30% di
sabbia, dal 1,79 al 10,16% di limo e dallo 0,73 al 14,40% di argilla. È
per la discreta quantità di argilla che queste dune risultano mediamen-
te cementate e non soggette, come altrove, ad intensi trasporti eolici.
Il pH risulta sub-alcalino con valori oscillanti da 7,30 ad 8,35 e, per
questo, non di grave ostacolo alla diffusione di specie forestali.
L’elemento fortemente limitante, fortunatamente solo nelle zone
depresse, risulta la concentrazione di sali solubili nella falda freatica,
che, attraverso i processi di plasmolisi cellulare, non consente l’impie-
go di specie sensibili alla salinità.
Le analisi evidenziarono, altresì, un contenuto di cloruro di sodio,
espressi in grammi per litri di acqua di falda, di 0,287 in zona interduna-
le non depressa (falda a 0,80metri) e, addirittura, di 29,471 in zona inter-
dunale depressa e ricca di argilla (falda a 0,50 metri) (Buccianti, 1958).
2. Clima
Gli elementi sostanziali che caratterizzano il clima sono stati raccol-
ti ed elaborati sia dall’ex Ministero dei Lavori Pubblici, Sezione
A
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Idrografica di Catanzaro, che dal Consiglio Nazionale delle Ricerche,
Istituto di Ecologia ed Idrografia Forestale di Cosenza (Cantore,
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