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Primo studio sulla diffusione spontanea della vegetazione nelle pinete dell’arco jonico-materano
Ambientale 1994-1996, è stato possibile realizzare un’interessante ini-
ziativa sulla diffusione spontanea della vegetazione di interesse foresta-
le nell’arco jonico-materano.
L’indagine abbraccia una vasta area di circa 250 ettari di pineta lito-
ranea e si estende in provincia di Matera negli agri dei Comuni di
Bernalda, Località “Metaponto”, di Pisticci, Loc. “Lido Quarantotto-
San Basilio”, e di Scanzano Jonico, Loc. “Scanzano Lido, Lago della
Torre e Lago del Confine”. In tale distretto oltre a realizzare, prevalen-
temente, gli interventi di diradamento e gli studi in argomento, sono
stati previsti e portati a termine cure colturali, ripulitura di viali para-
fuoco, riadattamento di recinzioni, ecc. Previa verifica dello stato dei
luoghi, l’intera superficie è stata divisa in ben 48 aree omogenee e, per
ognuna, è stata indicata la proprietà, la superficie, il foglio e le particel-
le catastali; inoltre, in modo dettagliato, è stata descritta la stazione, il
soprassuolo e le opere da realizzare.
Con gli interventi selvicolturali si è inteso sia correggere i danni di
un incendio avvenuto in agro di Scanzano Jonico che migliorare la
struttura forestale che in alcuni siti risultava abbastanza compromessa
e tenuta a dura prova dagli attacchi di Blastofago. Lo strato cespuglio-
so, a cui si riconosce una notevole importanza biologica e ambientale
in senso lato, è stato debitamente rispettato e non interessato al taglio.
L’arco jonico-lucano ad iniziare dal 1935 è stato oggetto di numero-
se occupazioni temporanee da parte del Corpo Forestale dello Stato
per realizzare interventi di consolidamento su tutta la fascia costiera.
“L’area ricade interamente nel comprensorio di bonifica di
Metaponto la cui classificazione risale al R.D. 18/06/1899, n. 230.
Successivamente è stato incluso fra i comprensori di bonifica integrale
con R.D. 25/04/1936, n. 3594, raggiungendo l’attuale estensione di
122.410 ettari a seguito di due ampliamenti avvenuti con il citato decre-
to del 1936 e con il D.P.R. 29/04/1958” (D’Antonio, 1988).
Tali interventi consistettero, prevalentemente, in opere di fissazione
delle sabbie dunali ed in rimboschimenti delle zone subito retrostanti.
“Lo scopo principale del rimboschimento fu quello di ottenere una
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estesa ed efficiente fascia frangivento a difesa delle colture agrarie del-
l’entroterra. La superficie interessata, ancora tenuta in gran parte in
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