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Primo studio sulla diffusione spontanea della vegetazione nelle pinete dell’arco jonico-materano


            regime di occupazione temporanea, si estende dal confine pugliese a
            quello calabrese per una profondità variabile da circa 100 a circa 1.300
            metri e per una estensione complessiva di circa 1.650 ettari”
            (D’Antonio, 1988).
               I rimboschimenti realizzati ebbero una buona riuscita quasi ovun-
            que, si registrarono alcune fallanze unicamente nelle aree retrodunali
            dove la salinità delle acque di falda raggiunge valori proibitivi per
            buona parte delle specie forestali.
               Furono le conifere mediterranee ad essere le più impiegate; fra que-
            ste, il Pino d’Aleppo (Pinus halepensis Miller) ebbe la diffusione più
            massiccia. Si utilizzarono anche piante di Eucalipto (Eucaliptus sp.), P.
            domestico (Pinus pinea L.), Casuarina (Casuarina equisetifolia L.),
            Cipresso comune (Cupressus sempervirens L.), Acacia saligna (Acacia cya-
            nophylla Lindley), ecc.
               Le cure colturali, però, non furono estese a tutte le aree nei modi e
            nei tempi sufficienti; ciò, nel tempo, ha dato sfogo al fuoco ed al
            Blastofago di acutizzare la loro azione negativa, mentre la struttura
            forestale non sempre si è potuta affermare in modo regolare.


            1. Geopedomorfologia
               Le dune costiere del litorale jonico in Basilicata, caratterizzate da
            depositi marini recenti dell’Olocene, sono costituite da sabbie ocracee
            costipate e leggermente cementate (Moscardini e Pieri, 1967).
               La morfologia non è molto variabile, in linea di massima è ovunque
            quasi pianeggiante con dislivelli di soli pochi metri. I cordoni dunali,
            alcuni dei quali di origine artificiale, sono variamente distanziati dalla
            battigia, potendosi dislocare da essa a pochi metri, come in alcuni casi
            della spiaggia di Metaponto, o fino a superare i 100 metri, come nel
            caso della spiaggia in località “Lago di Mezzo e Lago della Torre”. Le
            quote massime si elevano sino a 6 ÷ 7 metri di altezza, mentre le
            depressioni non scendono al di sotto di 0,5 metri. Sui 35 chilometri di
            litorale, la fascia dunale ha lo spessore variabile da 500 a 1.500 metri
            (Kayser, 1964).                                                              .3
               Il suolo si è costituito in seguito a sedimenti litorali marini fra i quali  oI-n
            si alternano aree alluvionali argillose che si riscontrano in particolare    n
                                                                                         n
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