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Il pensiero ecologico antico

           Ricollegandosi alla trattazione del
           precedente  paragrafo,  si  può
           individuare,  per  il  tramite  della
           figura   di    Ippocrate,    una
           correlazione tra il mito di Chirone
           e   la    nascita   dell’ecologia,
           partendo      dall’atteggiamento
           originale  tenuto  dagli  antichi  di
           fronte alla questione del rapporto
           uomo-ambiente;  se  da  un  lato,
           infatti,   appare    significativa
           l’attenzione rivolta all’influenza che l’ambiente determina sull’uomo, dall’altro
           fa,  però,  da  contraltare  una  scarsa  sensibilità  sull’impatto  delle  attività
           antropiche sugli ecosistemi circostanti. Tale atteggiamento deriva da una visione
           antropocentrica,  prevalentemente  di  matrice  aristotelica,  che  interpreta  la
           natura,  nel  suo  complesso,  funzionale  alle  necessità  e  ai  bisogni  dell’uomo,
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           “proiettato a perseguire l’obiettivo del progresso” .
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           Partendo dai presupposti descritti, pertanto, manca nel mondo greco classico
           e nella cultura romana antica, che risente fortemente dell’influenza ideologica
           ellenistica,  la  percezione  e  l’assunzione  di  responsabilità  nei  confronti
           dell’ambiente.
           Eppure  è  evidente  già  all’epoca  l’effetto  fortemente  impattante  determinato
           dall’espansione dello spazio antropizzato a danno di quello naturale, che si rivela
           nei seguenti fenomeni:
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           -la  deforestazione  e  il  disboscamento ,  finalizzati a disporre di ulteriori spazi
           coltivabili e/o da destinare al pascolo, di materiale combustibile, di legname per
           i settori edilizio e manifatturiero;
           -l’attività  estrattiva,  che  modifica  suoli  e  profili  idrografici,  determinando,  al
           contempo, l’inquinamento dell’aria e delle acque;
           -l’urbanizzazione, specialmente nel contesto romano, caratterizzato da dinamiche

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           21  Plinio il Vecchio, Historia Naturalis, I sec. d.C..
           22  L’unico autore dell’epoca che sembra esprimere un punto di vista “fuori dal coro” è il filosofo Teofrasto
           (IV sec. a.C.), pur discepolo dello stesso Aristotele, al quale succedette nella direzione del Liceo di Atene nel
           322 a.C..
           23  Nella Roma antica rappresenta uno dei più significativi fattori di degrado ambientale; già nell’Atene del
           IV sec. a.C. ne vengono descritte dal filosofo Platone, nell’opera Crizia, le conseguenze.


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