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Articolo 260 del Codice Penale: Italia – Cina non solo andata?


               quanto sull’economia dei territori coinvolti. Per l’Italia, ad esem-
               pio, che tradizionalmente ha basato i suoi cicli produttivi tenen-
               do conto di una connaturata mancanza di materie prime, il rici-
               clo e le potenzialità dei rifiuti sono state esplorate con successo;
               prova ne sia il primato europeo per quanto riguarda il riciclo
               della carta, delle fibre tessili, dei metalli.
               Il traffico illecito di materiali da riciclo che prendono la via di
               “improbabili” impianti di riciclaggio all’estero non rispettosi
               degli standard nazionali ed europei, rischia non solo di favorire
               la criminalità, ma anche di danneggiare le aziende che lavorano
               bene e nel rispetto della legalità, oltre che di immettere sul mer-
               cato beni, sì, riciclati, ma pericolosi sotto alcuni aspetti sanitari
               (cosa che tanto il Consorzio, quanto la stessa stampa quotidiana,
               ha avuto modo di comunicare).
               Senza contare il tacito assenso che i Paesi industrializzati accor-
               dano a Paesi in via di sviluppo allorquando consentono che ivi
               si “riciclino” rifiuti e materiali anche pericolosi e/o contaminati,
               in assenza delle più elementari regole a tutela della sicurezza dei
               lavoratori.
               A tal fine, il PolieCo, da anni ha intrapreso un costante percorso
               di Formazione rivolto alle imprese Associate ed agli Organi di
               Polizia giudiziaria, mettendo a disposizione le proprie energie e
               competenze a favore di un approccio virtuoso e laico della pro-
               blematica del riciclo dei rifiuti onde favorire la circuitazione di
               informazioni oggettive e conoscenze tecnico-giuridiche per la
               giusta applicazione di norme e regole a favore di un’imprendi-
               toria evoluta che guarda alla tutela dell’ambiente come opportu-
               nità di sviluppo e non con il sospetto e la perplessità di chi vede
               solo i costi derivanti da lacci e laccioli di derivazione tecnico-
               burocratica.
               Come Direttore del PolieCo almeno dal 2005 seguo le rotte dei
               traffici di materiali verso e dalla Cina, denunciando più volte
               agli organi competenti ciò che ho visto con i miei occhi e rice-
               vendone il dovuto riconoscimento, anche da parte del mondo
               dell’associazionismo ambientale, nonché degli organi competen-
               ti di polizia giudiziaria.
               Fra i tanti risultati raggiunti non posso non ricordare le minacce
               di cui sono stata fatta oggetto, a testimonianza della veridicità


                                                           SILVÆ - Anno VII n. 15/18 - 199
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