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Breve panoramica sulle strategie UE volte a prevenire la produzione di rifiuti
limitate ed in cui la popolazione continua a crescere: l’idea insita
nella prevenzione è, però, di difficile applicazione sia perché è
piuttosto complicato misurare ciò che non viene generato, sia in
quanto la prevenzione richiede standard produttivi “verdi” ed
una diffusa consapevolezza pubblica sulla sua importanza.
Il programma comunitario di azione ambientale ed i rifiuti
Con la Decisione 1600/2002/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 22 luglio 2002, è stato istituito il Sesto Programma
comunitario di azione in materia di ambiente (6EAP) in vigore
per il periodo 2002-2012: tale programma di ampio respiro era
stato proposto nella comunicazione della Commissione europea
del 24 gennaio 2001 intitolata “Ambiente 2010: il nostro futuro,
la nostra scelta”.
Il programma rappresenta una complessa tabella di marcia in
materia di ambiente la cui conclusione è omai prossima e che ha
guidato la Commissione europea ed i suoi Paesi membri verso
uno sviluppo congiunto realizzato ispirandosi a criteri comuni,
strategici e sostenibili.
Il programma si focalizza, in generale, sulla lotta al cambiamen-
to climatico globale e sulla difesa della biodiversità. Va, peraltro,
ricordato come uno dei quattro settori di intervento prioritari
contenuti dalla Decisione in questione riguardi la gestione delle
risorse naturali e dei rifiuti nella loro globalità. L’obiettivo è
garantire che il consumo di risorse rinnovabili e non rinnovabili
non superi la capacità di carico dell’ambiente, cercando di disso-
ciare la crescita economica dall’uso delle risorse, migliorando l’ef-
ficienza di quest’ultimo e diminuendo la produzione di rifiuti.
Per i rifiuti, l’obiettivo contenuto nel programma di azione è
quello di ridurne la quantità finale del 20% entro il 2010 e del
50% entro il 2050. A tal fine vengono esso prevede le seguenti
azioni:
• elaborare una strategia per la gestione sostenibile delle risor-
se, fissando priorità e riducendo il consumo;
• stabilire un onere fiscale sull’uso delle risorse;
• eliminare le sovvenzioni che incentivano l’uso eccessivo di
risorse;
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