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Recensioni
CANALE MUSSOLINI
di Antonio Pennacchi
Casa Editrice: Mondadori
Pag.:460
Prezzo: euro
Anno: 2010
È il ritorno del romanzo italiano alla
grandezza l’ultimo libro dello scritto-
re Antonio Pennacchi, “Canale Mus-
solini”, vincitore del Premio Strega
2010. L’opera ha come asse portante
la bonifica delle Paludi Pontine. Lì ai
suoi argini ricoperti di eucalipti gio-
cano i ragazzi, mentre gli aironi tro-
vano rifugio. Su questa terra nuova
di zecca, bonificata dai progetti al più valoroso. La più generosa,
ambiziosi del Duce e punteggiata di capace di amare senza riserve e
città appena fondate, vengono fatte senza paura anche il più tragico degli
insediare migliaia di persone arrivate amori. E Paride, il nipote prediletto,
dal Nord. Tra queste migliaia di colo- buono e giusto, ma destinato, come
ni ci sono i Peruzzi. A farli scendere l’eroe di cui porta il nome, a essere
dalle pianure padane sono il carisma causa della sfortuna che colpirà i
e il coraggio di zio Pericle. Con lui Peruzzi e li travolgerà. Il romanzo di
scendono i vecchi genitori, tutti i fra- Antonio Pennacchi “Canale Mussoli-
telli, le nuore. E poi la nonna, dolce ni” sembra tenere alte le aspettative
ma inflessibile nello stabilire le rego- per gli argomenti trattati e i perso-
le di casa cui i figli obbediscono naggi utilizzati nella storia. E sono
senza fiatare. Il vanitoso Adelchi, più proprio queste storie di donne e
adatto a comandare che a lavorare, il uomini a rendere viva la carta di
cocco di mamma. Iseo e Temistocle, questo libro. E come ogni vera fatica
Treves e Turati, fratelli legati da un di letteratura, il più specifico dei det-
affetto profondo fatto di poche paro- tagli, dalla ballata a gamba lesta delle
le e gesti assoluti, promesse dette a donne al silenzio di una parola
voce strozzata sui campi di lavoro o inghiottita di rudi uomini, si spalan-
nelle trincee sanguinanti della guer- ca nella magnifica offerta universale
ra. E una schiera di sorelle, a volte dell’emozione: si ride, si piange, si
buone e compassionevoli, a volte ascolta, si guarda come solo nella let-
perfide e velenose come serpenti. E teratura si può riuscire a nutrirsi di
poi c’è lei, l’Armida, la moglie di umorismo, di commozione e di
Pericle, la più bella, andata in sposa ammirazione.
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