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Coordinamento Territoriale per l’Ambiente per il Parco Nazionale dell’ALTA MURGIA


            biente arido e pietroso che caratterizza l’Alta Murgia, è habitat ideale per
            molte specie di rettili che sono presenti con ben 13 specie sulle 19 presen-
            ti a livello regionale.
               Da un punto di vista geologico le Murge nord-occidentali sono forma-
            te da calcari compatti risalenti a circa 130 milioni di anni fa, il cui spes-
            sore raggiunge i 3000 m. L’altopiano, la cui vetta più alta raggiunge 686
            m, è stato affetto da una lunghissima azione di erosione da parte dei venti
            e soprattutto dalle acque piovane ricche di anidride carbonica che hanno
            modellato le forme di questo esteso altopiano calcareo, creando un ecce-
            zionale patrimonio di fenomeni di origine carsica. Sulla Murgia mancano
            corsi d’acqua perenni, a fronte di una falda sotterranea che, nel settore
            delle Murge Alte, dove il carsismo raggiunge il suo massimo sviluppo, può
            spingersi fino a 400 metri sotto il livello del mare; tuttavia i solchi erosi-
            vi, detti lame, sono numerosi e costituiscono un reticolo assai denso, ove
            le acque si incanalano dopo forti piogge, arrivando sul versante orienta-
            le fino al mare. Tra i fenomeni carsici epigei si citano inoltre alcune doli-
            ne, come Il “Pulicchio”, profondo il un centinaio di metri ed il “Pulo di
            Altamura”, profondo sui 480 m.s.m. Tra le forme carsiche ipogee, diffu-
            se su tutto il territorio, si distinguono pozzi, inghiottitoi, voragini o gravi,
            caverne e grotte, riccamente adornate da formazioni di stalattiti e stalag-
            miti.
               Il territorio del Parco è sicuramente interessante anche dal punto di
            vista architettonico, con strutture diverse per scopo e costruzione, quali la
            “Poste” e gli “Jazzi”, edifici legati all’attività agricola ed alla pastorizia.
               Un’attenzione particolare va riservata alle Masserie le cui origini
            risalgono al XV secolo, quando costituivano il centro organizzativo dei
            latifondi, alcune delle quali sono ancora oggi funzionanti e aperte al turi-
            smo.
               Le Masserie erano collegate dagli antichi tratturi per la transumanza
            degli armenti, il più lungo è quello che collega Melfi a Castellaneta, sno-
            dandosi lungo l’antica Via Appia, per una lunghezza complessiva di ben
            142 chilometri. L’Alta Murgia custodisce altre opere architettoniche, tra
            le quali delle deliziose chiesette rupestri ed alcuni castelli medievali; tra
            questi ricordiamo il Castello del Garagnone, il Castello di Gravina ed il
            celebre Castel del Monte, splendida fortezza di Federico II di Svevia, che
            domina gran parte del territorio.
               La zona è ricca di reperti archeologici d’importanza mondiale, come
            testimoniano i ritrovamenti dello scheletro fossile dell’ “Uomo di Altamu-
            ra”, vissuto 150 mila anni fa, mentre in una cava di circa 15.000 metri
            quadrati sono state rinvenute Orme di Dinosauri, appartenenti ad alme-
            no 5 diverse specie, con una presenza di circa 30.000 impronte che lo ren-

                                                        SILVÆ - Supplemento al n. 12 - 177
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