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La banca centrale del DNA Forestale


                     Catalogazione di entità di particolare interesse.
                     Con questo approccio, si renderà disponibile il materiale genetico di
                  individui rari o particolarmente adattati a vivere in situazioni d’interes-
                  se (tipiche, inusuali, estreme), dai quali poter ottenere conoscenze pre-
                  ziose per il  miglioramento genetico classico o, addirittura, geni da poter-
                  si utilizzare in programmi di ingegneria genetica.

                     Conservazione nel tempo.
                     Il materiale genetico di una specie in via d’estinzione costituisce la
                  testimonianza fisica e imperitura della sua presenza e del suo ruolo nei
                  processi evolutivi. Si tratta di un punto fondamentale per l’attuazione di
                  ricerche ecologiche e sistematiche di tipo storico, consentendo, inoltre, di
                  preservare nel tempo l’immensa ricchezza di un’informazione biologica
                  che altrimenti andrebbe perduta per sempre.

                     Certificazione del materiale di propagazione forestale.
                     Il D.L. 10.11.2003 n.386 “Attuazione della direttiva 1999/105/CE
                  relativa alla commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazio-
                  ne” prevede che tutto il materiale vivaistico destinato alle attività fore-
                  stali sia sottoposto ad una rigidissima serie di controlli che evitino il
                  cosiddetto inquinamento genetico. La BCD costituirebbe il punto di rife-
                  rimento principale per qualsiasi operazione di accertamento e certifica-
                  zione forestale, disponendo degli strumenti e dell’informazioni genetiche
                  utili a tal fine.

                  3. La BCD ed il progetto Barcoding.


                     Il progetto “DNA  barcoding” (letteralmente, “codice a barre del
                  DNA” ) prevede l’impiego di un piccolo frammento del DNA di un indivi-
                  duo come strumento di identificazione rapida e incontrovertibile della
                  specie di appartenenza. Tale progetto, già avviato nel regno animale, è
                  agli esordi nel regno vegetale, per il quale le conoscenze a livello genetico
                  e molecolare sono ancora limitate e per il quale ci si colloca in una fase
                  iniziale di messa a punto dei protocolli standardizzati e di verifica dell’u-
                  niversalità delle tecniche approntate.
                     L’identificazione di una specie vegetale a diversi stadi del suo ciclo
                  vitale (pollini, semi, semenzali) o partendo da frammenti lignei e/o fossili
                  può trovare impiego in molteplici settori: la biologia e medicina forense;
                  i controlli e le verifiche di erbe medicinali e alimenti; la biosicurezza e il
                  commercio di specie controllate o ancora l’inventariazione tassonomica
                  ed ecologica di aree e regioni per analisi ambientali e paesaggistiche.


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