Page 95 - Rassegna 4-2016
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IL RUOLO DEL COMANDO CARABINIERI PATRIMONIO CULTURALE NELLA TUTELA DEI
BENI DI INTERESSE STORICO E ARCHEOLOGICO, ANCHE IN AMBITO INTERNAZIONALE
vento di furto o che è in grado di ricostruirne artificiosamente il passato con
l’accurata predisposizione di documentazione fittizia per renderli commerciabi-
li, impone oggi che i Carabinieri per la tutela del Patrimonio Culturale adeguino
i propri strumenti investigativi a questa nuova, più raffinata forma delinquen-
ziale.
In questo quadro complesso e diversificato, la dimensione internazionale,
che fin dagli albori della sua attività ha connotato l’azione dei Carabinieri per la
tutela del Patrimonio Culturale, viene particolarmente sviluppata. da tempo,
come si è detto, sono state create solide relazioni con reparti di polizia di altre
nazioni. Questi legami sono diventati nel corso degli anni molto fruttuosi e
spesso costituiscono il vero valore aggiunto che permette di ottenere esaltanti
risultati operativi con il rimpatrio di considerevoli quantità di beni culturali.
Purtroppo, però, fino ad oggi solo in poche nazioni del mondo sono stati isti-
tuiti reparti specializzati nella lotta al traffico illecito di beni culturali. a tal
riguardo, il Comando è impegnato da tempo a sensibilizzare, ai vari livelli, gli
altri stati affinché reparti di polizia dedicati possano essere istituiti per una
migliore efficacia al contrasto al traffico illecito dei beni culturali.
In particolare, in alcuni Paesi già operano unità specializzate create sul
modello del Comando Carabinieri tutela Patrimonio Culturale, come per esem-
pio in ecuador, mentre altri Paesi stanno accingendosi ad istituire reparti spe-
cializzati ed hanno chiesto una formazione specifica a cura del Comando.
In questo spirito, sono state numerose, soprattutto negli ultimi anni, le
attività di formazione che il Comando ha condotto in favore di funzionari e tec-
nici dei ministeri della Cultura di vari Paesi, così come a favore di personale di
reparti di Polizia di numerosi stati quali, tra gli altri, albania, bolivia, bosnia-
erzegovina, Cuba, ecuador, el-salvador, Iran, Iraq, libia, Palestina, Perù,
Qatar. In particolare, a baghdad, è stato organizzato, nello scorso mese di
novembre (2016), il secondo corso per componenti delle forze di polizia irache-
na e funzionari di quel ministero della Cultura e delle antichità (il primo si era
tenuto nel febbraio scorso). Consolidare le relazioni con altri reparti di polizia,
infatti, permette di “parlare la medesima lingua” ed affrontare in modo costrut-
tivo, a diverse latitudini, con diversi punti di vista e differenti possibilità norma-
tive, problemi simili.
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