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LA BANCA DATI DELLE FORZE DI POLIZIA
tutto nella considerazione di quando è stato creato, l’ormai lontanissimo e,
sotto l’aspetto dell’evoluzione informatica, remoto anno 2004. Da allora, alme-
no a livello europeo, la raccolta di informazioni e soprattutto la loro dissemina-
zione e fruibilità ha visto raggiungere picchi di dettaglio impensabili. Come i
recenti più efferati accadimenti criminali e terroristici dimostrano, le problema-
tiche rimangono, soprattutto dal punto di vista della selezione e scelta delle
informazioni, con la conseguente decisione della loro eventuale condivisione ai
diversi livelli gestionali. Al pari di tutti i sistemi informatici moderni, che
mostrano segnali di obsolescenza a partire dai dodici mesi successivi alla loro
implementazione, anche la banca dati, nonostante il costante impegno e la con-
tinua ricerca di ammodernamento, mostra ormai i suoi limiti.
Rimane comunque di fondamentale importanza riuscire a distinguere il
patrimonio informativo a disposizione, le informazioni che i singoli operatori
di polizia inseriscono in ogni momento, e la sua agevole fruibilità all’esigenza
attraverso uno strumento di analisi evoluto e flessibile al fine di poter correlare
le informazioni disponibili sia per l’analisi dei fenomeni criminali e soprattutto
per l’investigazione dei medesimi.
In proposito, anche il S.I.G.R. comincia a risentire del tempo trascorso e
oggi vede numerosi concorrenti sul mercato digitale della georeferenziazione,
che consentendo una ancora più precisa geolocalizzazione degli episodi crimi-
nali, cominciano a sviluppare le “predictive policing” ovvero gli studi predittivi dei
fenomeni criminali, saliti agli onori delle cronache e particolarmente incorag-
gianti per alcuni loro aspetti, che negli ultimi tempi in Europa ha visto partico-
larmente attiva la polizia del Regno Unito.
9. Il riconoscimento facciale
Un’altra sfida dei nostri giorni riguarda la possibilità di giungere al ricono-
scimento facciale automatizzato, la nuova frontiera dell’evoluzione dei software.
L’attuale progresso tecnologico comincia ad essere sufficientemente “maturo”
per cominciare a ipotizzare un sistema di “facial recognition” con modelli tridi-
mensionali che promettono una maggiore accuratezza.
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