Page 152 - Rassegna 4-2016
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PANORAMA INTERNAZIONALE

6. Conclusioni

      I Corpi Civili di Pace, pur evolvendo da una concezione di intervento radi-
calmente differente da quella delle forze armate e di polizia, hanno comunque
dimostrato il loro potenziale di successo nella gestione e trasformazione delle
situazioni di conflitto, ove questo non implichi l’impiego della forza letale quale
mezzo per la risoluzione dello stesso, come già osservato a suo tempo da Alex
Langer. Da ricordare ancora una volta come i CCP, nell’alveo del SCN, siano
rispondenti al dettato degli Articoli 11 e 52 della Costituzione.

      L’istituzionalizzazione dei CCP, inoltre, fornisce tutela e promozione alle
istanze delle OSC ed ONG, spesso limitate negli interventi che possono porre
in essere in termini di risorse sia umane che finanziarie, non precludendo nel
contempo che le stesse Associazioni possano muoversi, se ritenuto necessario
od utile, anche al di fuori del contesto istituzionale, come avvenuto fino ad oggi.

      Nell’ottica di massimizzare i risultati degli sforzi profusi nella prevenzione
e gestione delle crisi nelle loro dinamiche attuali, alle quali gli Stati - e le loro
forze armate - non erano preparati fino ad un paio di decenni fa, ma che sulla
scorta delle dolorose esperienze di questi anni si sono trovati ad affrontare, il
catalizzare quanta più parte delle proprie società sia in grado di agire positiva-
mente nei contesti di obiettivo è diventato non più una scelta ma una necessità.
Si è così passati, nelle forze armate, dal pensiero single service a quello joint all’ela-
borazione delle dottrine CIMIC ed al comprehensive approach, mentre per le com-
ponenti civili si è passati da una più o meno rigida compartimentazione alla
“interistituzionalità” al whole-of-government approach al whole-of-society approach, ovve-
ro alla proiezione del “Sistema Paese”.

      Chiaramente, i confini tra una definizione e l’altra possono essere sfumati,
ma permane la visione di allargare il numero degli attori coinvolti, al fine di
aumentare l’efficienza e l’efficacia degli interventi e delle azioni sia da parte di
una singola nazione che nei diversi contesti multinazionali e multilaterali, con la
finalità aumentare la stabilità nei paesi partner - la qual cosa ha, direttamente od
indirettamente, riflessi positivi per la stabilità dei paesi di invio -(64).

(64) - “Shared Vision, Common Action: A Stronger Europe - A Global Strategy for the European Union’s
       Foreign And Security Policy” https://eeas.europa.eu/top_stories/pdf/eugs_review_web.pdf.

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