Page 212 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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i CArAbinieri Del 1945 - l’ItalIa lIberata




                  Già in questo inizio gli articoli possono essere ricondotti ad alcuni dei principali
             filoni all’interno dei quali è incasellabile la presenza dell’Arma sulle colonne del rinato
             quotidiano di via Solferino nei mesi di quella seconda turbolenta metà del 1945,
             quando la pace raggiunta non si tramutò immediatamente in ritrovate tranquillità e
             prosperità. tali filoni ci sono sembrati essere principalmente quelli che seguono:
                  ➣ l’attività ordinaria, con il contrasto alla criminalità, sia quella tradizionale
             che quella legata alle contingenze di guerra ed anche gli interventi di prevenzione e
             tutela della cittadinanza;
                  ➣ il contenimento degli estremismi politici, con attività contro ex repubbli-
             chini ricercati od in via di riorganizzazione, così come verso partigiani restii a con-
             segnare le armi o desiderosi di fare perdurare il clima di conflitto;
                  ➣ la rappresentazione del contributo offerto dell’Arma e dai suoi militari alla
             lotta contro il nazifascismo nell’ambito, principalmente, della commemorazione
             della fondazione, il 5 giugno. in questo caso, per comprendere meglio come la
             costruzione del  ricordo dell’esperienza  resistenziale dell’Arma  non fosse frutto
             estemporaneo ma sentimento reale e progetto politico, bisognerà portare il nostro
             sguardo anche di là del 1945.
                  la considerazione dell’Arma nelle valutazioni della nuova classe politica.
                  il primo tema è particolarmente ricorrente in una città dove l’occupazione
             tedesca, la conseguente lotta di liberazione ed i copiosi bombardamenti Alleati
             hanno esacerbato la povertà e proseguito ed esasperato l’opera di mitridatizzazione
             riguardo alla violenza ed alla sopraffazione già connaturata alla natura del vecchio
             regime, sdoganandone l’uso per i propri interessi personali con la guerra che ha
             creato un intreccio tra le miserabili condizioni economiche derivanti dalla guerra,
             la conflittualità politica che certo non è venuta a spegnersi con la fine “ufficiale”
             delle ostilità e la disponibilità di armi da utilizzare per queste attività criminali.
                  il tema delle operazioni verso soggetti estremisti, in specie quelle verso parti-
             giani in difficoltà nell’accettare la fine della lotta contro i nazifascisti, si rivelerà
             foriero di polemiche che, come vedremo, per quanto velatamente faranno capolino
             anche tra le righe di un Corriere tradizionalmente improntato alla moderazione.
                  la costruzione di una memoria del contributo dei carabinieri alla guerra di
             liberazione da incastonare all’interno della secolare tradizione di servizio al paese,
             spesso apertamente richiamata negli interventi delle cerimonie di anniversario, con-
             tribuisce a saldare l’allora presente al passato remoto in riconfigurazione del passato
             prossimo, per fungere da base morale per un futuro dove la tradizione si saprà
             coniugare con il mutato contesto. Da subito nelle pagine del Corriere si evidenzia
             come  i carabinieri siano stati considerati un  ingranaggio  molto  importante  per
             garantire una continuità istituzionale e sociale al di là delle contingenze politiche e

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