Page 114 - Rassegna 2025-Edizione Speciale 1
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artemisia 3.0. la condizione della donna nei secoli
studi condotti da associazioni che lottano contro la violenza di genere e anche
le rilevazioni dell’istat, segnalano che negli ultimi tempi è diminuito il numero
complessivo delle violenze, ma ciò riguarda quelle più lievi, mentre aumenta la gra-
vità di speciZci episodi. i media portano ogni giorno alla nostra attenzione episodi
e=erati, violenze Zsiche, sessuali, psicologiche, a volte inimmaginabili nella loro cru-
dezza, e volte ad annientare completamente la donna sul piano psicologico (pensia-
mo all’uso dell’acido versato sul viso o/e sul corpo di una donna per deturparla
senza possibilità di recupero), togliendole la volontà o la libertà, sino alla soppres-
sione Zsica. violenze spesso attuate in presenza dei Zgli minori.
a partire dagli anni novanta, importanti documenti internazionali (la
dichiarazione onu sull’eliminazione della violenza di genere del 1993 e la succes-
siva convenzione di istanbul del 2011 del consiglio di europa sulla prevenzione e
la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica) hanno delineato la vio-
lenza di genere come violazione dei diritti umani e forma di discriminazione. in par-
ticolare la seconda è stata il primo strumento internazionale giuridicamente vinco-
lante per gli stati Zrmatari che lo hanno ratiZcato, con la conseguenza di impegnarli
nel rispetto dei principi enunciati.
anche il nostro stato ha recepito la convenzione di istanbul, che ha preso
forma in italia con la legge 119/2013, in materia di contrasto alla violenza di gene-
re. la legge prevede un’ampia gamma di interventi (il cosiddetto piano delle 4 “P”),
con azioni volte a prevenire le violenze, proteggere le vittime, punire i reati commes-
si, realizzare politiche integrate, agendo sul piano della sensibilizzazione, dell’educa-
zione scolastica, della formazione degli operatori professionali, sulla costituzione di
case-rifugio e centri antiviolenza e prevedendo un sistema di coordinamento di ser-
vizi a cura di enti statali e privati.
nonostante ciò il numero delle donne uccise non diminuisce, in uno scenario
generale in cui gli omicidi sono in calo. esiste quindi una pericolosa stabilità del feno-
meno e la violenza di genere diventa la prima causa di morte violenta per le donne. in
tale quadro si inseriscono i tremendi fatti di cronaca che hanno suscitato la dura rea-
zione della maggioranza dell’opinione pubblica, della stampa, dei politici, con posi-
zioni fortemente critiche dell’intero sistema di contrasto, se non di netta opposizione.
ecco come il periodo natalizio viene preceduto da ciò che nessuno verrebbe
vedere, il funerale di una giovanissima donna, il cui omicidio ha scosso ancor di più
le coscienze, spostando il baricentro della discussione dal singolo caso concreto alla
richiesta di una rivoluzione culturale.
una richiesta forte e decisa è quella di abbattere e cercare di scardinare il sub-
strato culturale italiano ancora a tratti sessista e caratterizzato da profondi pregiudizi
nei confronti delle donne che denunciano violenza.
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