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WArGAmING
TrA STOrIA dell’ArmA e SOfT SkIll
il facilitatore, professor mauro Faina, con alcuni ufficiali del 204° corso di applicazione
(fonte: Archivio autore)
Altro elemento da valutare è l’equilibrato rapporto tra facilitatori e ufficiali
frequentatori. Nel caso del 204° corso di applicazione, gli ufficiali sommano a ses-
santasei ufficiali, mentre per il 7° corso applicativo biennale vi sono quaranta fre-
quentatori. La sola presenza e disponibilità del professor Faina e dell’autore non è
stata sufficiente per garantire a dei neofiti una scorrevolezza di gioco in grado di farli
concentrare sulle azioni, piuttosto che sulle regole. Nel caso del corso di
Applicazione, quello più numeroso, va detto che ogni tavolo di wargaming era
composto mediamente di sei ufficiali e dunque sarebbe stato necessario avere alme-
no un facilitatore ogni due tavoli per un totale di cinque o sei, anche solo nelle fasi
iniziali per garantire un rapido avvio delle attività didattiche. infine, i sei periodi
addestrativi pianificati nei programmi si sono dimostrati insufficienti per introdur-
re i discenti al wargaming e per farli posizionare sul campo di battaglia; di conse-
guenza sarebbe necessario prevedere almeno una decina di periodi per consentire
loro di poter comprendere appieno le dinamiche di movimento e di combattimen-
to, nonché acquisire una esperienza, sia pure limitata, e una scorrevolezza nelle
diverse fasi del game in grado di farli concentrare maggiormente sul risultato, piut-
tosto che sulle regole.
Queste considerazioni, unite agli stimoli e all’interesse suscitato nei frequen-
tatori con i quali è stata condotta la sperimentazione, hanno spinto lo scrivente, in
qualità di insegnante di Storia dell’Arma dei Carabinieri presso la Scuola Ufficiali,
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