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JOINT STARS




                    Nonostante  le  strategie  di  gestione  implementate,  la  Sardegna,  tramite  la
               Giunta Regionale, ha espresso forte dissenso riguardo all’attuale impatto delle ser-
               vitù militari sul suo territorio. L’isola, che ospita già oltre duecento chilometri qua-
               drati di aree destinate a scopi militari, tramite i propri rappresentanti pollici ha
               espresso una signif cativa disparità. Le maggiori preoccupazioni derivano proprio
               da questa equiparazione dei poligoni a siti industriali dismessi, che, secondo l’opi-
               nione di parte della politica isolana, comporterebbe l’adozione di soglie di contami-
               nazione più elevate e, di conseguenza, una minore protezione sia per l’ambiente che
               per la salute pubblica. Tale estensione normativa, secondo esponenti della Giunta
               regionale, limiterebbe seriamente qualsiasi futura possibilità di uso civile del terri-
               torio, ostacolando prospettive alternative di sviluppo per l’isola.
                    Per prevenire ulteriori contenziosi e raf orzare la f ducia reciproca, l’attuale e
               già ef  cace sistema di controllo ambientale, prevenzione incendi e bonif ca nei siti
               militari dovrebbe essere condiviso a tutti i livelli e ulteriormente potenziato con l’in-
               tegrazione di sistemi di rilevamento portatili innovativi. Queste tecnologie all’avan-
               guardia non solo supporterebbero in modo ottimale le attività del personale prepo-
               sto, ma of rirebbero anche lo strumento migliore per garantire l’autenticità dell’at-
               tenzione e del rispetto per l’ambiente che ogni militare si impegna a osservare.
                    L’adozione di tali sistemi tradurrebbe in pratica tangibile l’impegno verso la
               sostenibilità, dimostrando che la preparazione operativa può andare di pari passo
               con la tutela del territorio.
                    In questo delicato equilibrio tra le imprescindibili esigenze della difesa nazio-
               nale e la salvaguardia di un patrimonio ambientale inestimabile, la chiave risiede
               nella trasparenza e nella continua ricerca di soluzioni che consolidino la f ducia,
               dimostrando che la sicurezza del Paese può convivere armoniosamente con la salute
               del suo ecosistema e il benessere delle sue comunità.
                    L’Arma dei Carabinieri, sebbene non gestisca direttamente poligoni militari a
               cielo aperto, è sempre più protagonista delle grandi esercitazioni militari che vi si
               svolgono, come la celebre Joint Stars. La sua partecipazione attiva e crescente in
               queste aree è una testimonianza del suo ruolo in evoluzione nel panorama della
               difesa.
                    Ma la presenza dell’Arma in questi contesti va oltre la sola partecipazione ope-
               rativa.  Grazie  alla  peculiare  expertise sviluppata dal Comando Unità Forestali,
               Ambientali e Agroalimentari (CUFAA), l’Arma si conf gura come un attore inso-
               stituibile nel controllo e nella bonif ca ambientale dei siti militari, inclusi i poligoni
               più estesi. La sua capillare presenza sul territorio, unitamente a una profonda cono-


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