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STUDI MILITARI




                  Il 18 giugno 2015, è stato siglato un importante Protocollo d’Intesa tra il
             Ministero della Difesa e quello che all’epoca era il Ministero dell’Ambiente e della
             Tutela del Territorio e del Mare (oggi Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza
             Energetica - MASE). L’obiettivo di questo accordo era stabilire un quadro di colla-
             borazione per il monitoraggio ambientale dei poligoni di tiro militari.
                  Al cuore dell’intesa, la previsione di un Tavolo Tecnico interministeriale per
             fornire supporto tecnico-giuridico e gestire le criticità ambientali, con una priorità
             chiara per le procedure di infrazione comunitaria. La Difesa si è impegnata a tra-
             smettere relazioni annuali sul monitoraggio ambientale, coprendo la gestione e lo
             smaltimento dei rif uti - inclusi quelli radioattivi - e a condividere i dati sui controlli
             di radioattività.
                  Il Dicastero della Difesa si è impegnato a fornire al MASE, inoltre, tutte le
             informazioni sulle attività di caratterizzazione e messa in sicurezza delle aree, spe-
             cialmente quelle ricadenti nei Siti di Interesse Nazionale. Il MASE, dal canto suo,
             ha of erto supporto per le bonif che e il ripristino ambientale. Entrambi i Ministeri
             hanno collaborato attivamente alla stesura di protocolli ambientali specif ci per le
             attività in ambiente marino e si impegnavano a valutare congiuntamente eventuali
             illeciti ambientali per def nire le necessarie misure di ripristino.
                  In def nitiva, questo Protocollo mirava a garantire una gestione trasparente e
             responsabile dei poligoni militari, creando un ponte tra le esigenze ineludibili della
             difesa e l’impegno per la tutela del nostro prezioso ambiente.
                  Il dibattito sulla gestione dei poligoni militari si è riacceso con la presentazione
             di una nuova proposta di legge, datata 21 maggio 2024 e tuttora Assegnata alla IV
             Commissione Difesa.
                  Al centro della discussione vi è un punto cruciale: prevenire che un’eventuale
             accresciuta autonomia legislativa delle Regioni possa interferire in maniera indipen-
             dente con le decisioni dello Stato nella gestione dei siti militari, senza il previo e neces-
             sario consenso dello Stato Maggiore della Difesa. Questa iniziativa è nata dall’attuale
             scenario geopolitico - come enunciato nel capitolo iniziale - che evidenzia la necessità
             di Forze Armate rapide e f essibili. L’obiettivo è prevenire potenziali conf itti tra
             Stato e Regioni in merito alla gestione dei siti militari, garantendo la prontezza ope-
             rativa della difesa nazionale. La proposta prevede inoltre che i siti militari e le aree di
             addestramento permanenti siano equiparati ai siti industriali dismessi (ai sensi del-
             l’art. 240, comma 1, lettera h, D.Lgs. 152/2006), al f ne di ribadire e chiarire che la
             difesa e la sicurezza nazionale sono un’esclusiva prerogativa dello Stato, immune da
             interferenze automatiche derivanti dall’autonomia legislativa regionale.


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