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JOINT STARS




                    Durante l’esecuzione, il Ground Commander conduce le attività sul terreno,
               ricevendo aggiornamenti e modif che tramite FRAGO, che consentono di adatta-
               re tempestivamente il piano e gestire i rischi in modo dinamico. ToC e JoC moni-
               torano  costantemente  l’operazione,  assicurando  coordinamento  e  ef  cacia.  Per
               l’Arma, impegnata nella Joint Stars, questa fase è risultata la più complessa, in
               quanto in ogni operazione sono state impiegati assetti diversif cati, dai cinof li ai
               JTAC (Joint Terminal Attack Controller), che raramente prima di allora avevano
               dialogato.
                    Il ciclo si conclude con la fase di transizione e stabilizzazione, che prevede il tra-
               sferimento del controllo alle autorità locali, il ripristino della sicurezza e la capitalizza-
               zione  delle  lezioni  apprese  tramite  After  Action  Review (AAR). Nelle operazioni
               Combined, questa fase richiede accordi bilaterali per garantire continuità e stabilità.
                    Comprendere la complessità dell’organizzazione e della gestione delle opera-
               zioni militari può apparire arduo, soprattutto quando si incontrano per la prima
               volta acronimi e STANAG (Standardization Agreement). In realtà, questa struttu-
               ra schematica svolge una duplice funzione cruciale: da un lato, garantisce una pia-
               nif cazione esaustiva che coinvolge ogni componente e unità, dal livello strategico a
               quello tattico; dall’altro, snellisce al massimo l’intero processo. Il risultato, sebbene
               le def nizioni possano risultare inizialmente complesse per un neof ta, è una chia-
               rezza operativa immediata a tutti i livelli esecutivi della missione. Ogni singolo ope-
               ratore conosce con precisione il proprio ruolo e le proprie mansioni in relazione
               all’obiettivo da raggiungere.
                    Per padroneggiare appieno questo processo, l’immersione diretta e l’addestra-
               mento specif co sono indispensabili. È qui che emerge il principio fondamentale di
               cui si è parlato nel primo capitolo dello sviluppo di un moderno sistema di difesa:
               l’addestramento e l’aggiornamento continuo rappresentano un pilastro irrinuncia-
               bile per tutti i reparti, con particolare enfasi sull’Arma dei Carabinieri.
                    La mia esperienza personale durante l’esercitazione Joint Stars 2019, in qualità
               di Staff Officer S1 e S4, ha confermato questa evidenza. Ho avuto modo di apprez-
               zare direttamente l’immediata fruibilità della nomenclatura NATO e del ciclo di
               pianif cazione ed esecuzione, persino da parte di personale che non aveva preceden-
               ti esperienze in tale ambito, nonostante qualche iniziale momento di incertezza.
               Nello specif co, l’edizione 2019 ha visto l’impiego di oltre 140 Carabinieri prove-
               nienti da diverse componenti dell’Arma, a dimostrazione della trasversalità e dell’ef-
               f cacia di questo approccio: Comandi territoriali, unità cinof le, ROS, RIS, compo-
               nenti specialistiche della 2  Brigata Mobile.
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