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JOINT STARS
d’accesso strategica. Intitolato al Colonnello pilota Giovanni Farina, insignito di
Medaglia d’Oro al Valor Militare, questo aeroporto si estende su un’ampia porzio-
ne di territorio. Al suo interno, per accogliere oltre duemila militari, il Genio
dell’Esercito Italiano ha realizzato in meno di una settimana un vero e proprio
Campo d’armi, predisponendo strutture mobili come tende pneumatiche e modu-
li Corimec, prefabbricati abitativi di comprovata ef cacia, utilizzati globalmente
anche in contesti umanitari ed emergenziali.
Per l’allestimento dei cuori pulsanti dell’operazione, i Joint Operations Center
(JOC) e i Tactical Operations Center (TOC), la scelta è ricaduta sul Poligono
Sperimentale di Addestramento Interforze di Salto di Quirra. Fondato nel 1956 nel
comune di Perdasdefogu (Nuoro), questo poligono è retto da un Generale di Brigata
Aerea dell’Aeronautica Militare, estendendosi con la base a terra di Perdasdefogu e il
distaccamento di Capo San Lorenzo con il suo poligono a mare.
Inf ne, le attività on the ground, culminate persino negli sganci di bombe
simulacro dai caccia multiruolo dell’Aeronautica Militare, hanno avuto come ful-
cro il Poligono Militare di Teulada. Istituito anch’esso nel 1956 a seguito degli
accordi NATO, questa imponente installazione, situata nel Sud Sardegna, si rivela
essere la seconda più grande d’Italia e d’Europa, abbracciando una superf cie di
circa 7.200 ettari.
Questo approccio articolato testimonia come le Forze Armate italiane si dedi-
chino con determinazione a conciliare le imprescindibili necessità di addestramen-
to con una rigorosa e consapevole politica di salvaguardia ambientale. La gestione
di queste servitù militari e, in particolare, dei poligoni, comporta una rigorosa
responsabilità statale nella messa in sicurezza e nello smaltimento dei rif uti prodotti
dalle attività addestrative ordinarie e complesse come la Joint Stars.
Il Decreto Legislativo n. 152 del 2006 (Testo Unico Ambientale), all’arti-
colo 5-bis, stabilisce un quadro normativo preciso. Prevede che il Ministero
della Difesa, in concerto con altri ministeri chiave, definisca procedure speciali
per la gestione e il trattamento dei rifiuti derivanti da sistemi d’arma, mezzi e
infrastrutture militari, includendo anche le acque reflue navali. A garanzia di
trasparenza, ogni poligono militare è tenuto a un registro delle attività a fuoco,
annotando dettagli su armi, munizionamento, date e luoghi di sparo, con l’ob-
bligo di conservazione decennale e accesso per gli organi di vigilanza. La legge
impone inoltre un cronoprogramma per il recupero dei residuati del munizio-
namento, da avviare entro trenta giorni e concludere entro centottanta dalla fine
delle esercitazioni.
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