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AGrO ECO AmbIENTE




                  Gli indagati si presentavano ai produttori italiani come operatori regolari di
             riciclo, of rendo tarif e inferiori di circa il 30% rispetto ai prezzi di mercato. Per rea-
             lizzare il piano, il gruppo si appoggiava a società di comodo italiane, ditte di auto-
             trasporto e ad altre attività economiche regolarmente registrate in entrambi i Paesi.
             Il rif uto, spesso residuo di lavorazioni chimiche o sanitarie, era etichettato come
             semplice “plastica da avviare a recupero”.
                  I container venivano instradati sulle rotte: Italia → Slovenia → Croazia, in
             modo da ottenere un mrN “pulito” e abbassare il prof lo di rischio doganale . I
                                                                                     12
             rif uti, una volta giunti nei pressi di Sisak e Karlovac, venivano miscelati con terre
             da scavo e interrati in cave dismesse, riducendo drasticamente i costi di smaltimento
             e  azzerando  la  tracciabilità.  Secondo  l’uf  cio  croato  anticorruzione  (USKOK),
             l’impatto  ambientale  è  già  visibile:  alterazioni  chimiche  del  suolo,  rilascio  di
             microinquinanti e compromissione della falda locale .
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                  È  da  tenere  presente  come  le  organizzazioni  che  traf  cano  rif uti  facciano
             spesso leva sull’elevato costo di trattamento, soprattutto per i rif uti pericolosi, per
             massimizzare i prof tti. In questo caso, il modus operandi consiste nell’aggiudicarsi
             le gare d’appalto per il trattamento dei rif uti in Italia, of rendo prezzi inferiori
             rispetto  a  quelli  proposti  dai  concorrenti  regolari.  I  rif uti  vengono  poi  spediti
             all’estero, con una falsa documentazione e dissimulando l’invio verso impianti di
             riciclaggio. In realtà i rif uti vengono smaltiti senza averli trattati in alcun modo.
             Operando in questo modo, la rete criminale risparmia i costi associati a questa pro-
             cedura illecita e intasca la dif erenza.

             3.2 La penetrazione delle organizzazioni criminali nell’economia legale
                  Come è ormai appurato, le organizzazioni criminali hanno spostato parte del
             proprio core-business dall’occultamento dei rif uti alla gestione apparente dei f ussi:
             comprano o fondano imprese a libro paga; ottengono autorizzazioni; incassano
             incentivi legati “all’economia circolare” e, dietro le quinte, continuano a smaltire in
             modo illecito.

             12 mrN - Movement Reference number è un codice alfanumerico univoco (diciotto caratteri) che l’uf-
               f cio doganale genera ogni volta che accetta una dichiarazione di esportazione, importazione o tran-
               sito all’interno dell’Unione europea. L’algoritmo di selezione doganale assegna un prof lo di rischio
               a ogni mrN sulla base del tipo di merce, dell’uf  cio che lo ha emesso, del percorso dichiarato e di
               eventuali precedenti allerta. Ottenere un nuovo mrN in uno Stato considerato “a basso rischio”
               (nel caso esaminato, la Slovenia dopo l’uscita dall’Italia) signif ca far ripartire da zero quella valuta-
               zione. Il container entrava, quindi, in Croazia con un codice privo di warning storici, riducendo la
               probabilità di controlli approfonditi.
             13 “13 People Arrested in Croatia for Illegally Disposing Hazardous Waste, Europol Says” pubblicato
               su Insurance Jurnal il 18 febbraio 2025 https://www.insurancejournal.com/news/international/
               2025/02/18/812189.htm#.

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