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AGrO ECO AmbIENTE




             dissimulazione della destinazione f nale . A ciò si aggiunge, l’occultamento f sico
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             dei rif uti, realizzato durante il trasporto, mediante la commistione di scarti perico-
             losi con quelli non pericolosi. In simili circostanze, la contraf azione della docu-
             mentazione - autorizzazioni, rapporti di prova e formulari di trasporto  diventa il
             tassello per mascherare la reale natura dell’operazione illecita.
                  In ambito nazionale, l’illecito ambientale si manifesta lungo tutto il ciclo di
             vita del rif uto, e anche in questo contesto assume varie forme: ai depositi incontrol-
             lati in capannoni o aree industriali (stoccaggio che spesso si trasforma in vere e pro-
             prie “bombe ecologiche” ) si af  ancano l’abbandono dei rif uti in aree urbane e
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             rurali, f no all’uso di terreni e cave come discariche improvvisate. Non meno insi-
             diosa, poi, è la violazione dolosa delle autorizzazioni che regolano gli impianti di
             trattamento dei rif uti, al riguardo: c’è chi supera i limiti quantitativi consentiti, chi
             gestisce categorie di rif uti non autorizzate, chi rilascia false attestazioni di recupero.
                  Tali condotte, sanzionate dalla normativa di settore e spesso aggravate dal coin-
             volgimento di organizzazioni criminali, falsano la concorrenza leale tra le imprese e,
             allo stesso tempo, possono arrecare danni alla salute pubblica e all’ambiente.

             2.  L’inganno dei falsi recuperi di rifiuti
                  Occorre tenere presente che, con crescente frequenza, le attività di recupero
             vengono utilizzate in modo illecito per sbarazzarsi di enormi quantità di rif uti,
             inclusi quelli pericolosi. In questo modo, tuttavia, l’ambizioso modello di economia
             circolare dei rifiuti, concepito per trasformare gli scarti in risorse, rischia di mutarsi
             in una vera e propria economia circolare dei veleni, cioè in un sistema dove materiali
             contaminati rientrano nei cicli produttivi o f niscono nei cantieri, amplif cando
             l’impatto dannoso su ecosistemi e salute pubblica. Dunque, l’apparente paradosso
             è che la transizione verso l’economia circolare, se mal vigilata, diventa un moltipli-
             catore di prof tto per le ecomaf e: più soldi pubblici girano, più cresce l’interesse a
             inf ltrarsi con aziende di facciata.


             1 Tra le pratiche più ricorrenti spiccano: la non corretta attribuzione di codici EEr identif cativi dei
               rif uti; le false attestazioni di End of Waste, oppure la fraudolenta dichiarazione di beni usati (relati-
               vamente, ad esempio, alle apparecchiature elettriche ed elettroniche - rAEE o agli scarti tessili).
             2 Tra  i  vari  casi di  combustione  di  rif uti:  14  luglio  2025,  Lamezia  Terme.  “Rifiuti  in fiamme”.
               Incendio  in  un  capannone,  in  https://www.radiodigiesse.net/lamezia-terme-rif uti-in-f amme-
               incendio-in-un-capannone/; 30 settembre 2023, Maxi incendio oggi a Carpi nell’impianto per i
               rifiuti  Care,  in  https://www.ilrestodelcarlino.it/modena/cronaca/incendio-oggi-a-carpi-rif uti-
               diretta-d189rm32; 20 maggio 2022 “maxi incendio in un capannone pieno di rif uti a Casei Gerola”
               https://primapavia.it/cronaca/maxi-incendio-in-un-capannone-di-casei-gerola-vigili-del-fuoco-
               arrivati-da-tutta-la-provincia/; 4 agosto 2018 “In f amme capannone nel Pavese, si segue pista dolo-
               sa”  https://tg24.sky.it/cronaca/2018/01/04/incendio-capannone-pavese-corteolona-genzone-
               nube.
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