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L’EvOLuzIOnE dELLA CRIMInALITà AMbIEnTALE nELL’ERA dIgITALE




                    L’indagine nota come Strade avvelenate/Concrete  green può essere assunta
               come esempio di “smaltimento sotto mentite spoglie” di rif uti pericolosi attraverso
               la commercializzazione di un materiale di recupero dichiarato “green”. Il caso è f ni-
               to anche sul tavolo della Direzione Distrettuale Antimaf a di Venezia  per i lavori
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               dell’autostrada A-31 Valdastico Sud in Veneto, con estensione poi alla verif ca di
               opere in Lombardia e in Emilia romagna, nelle quali è stato utilizzato il medesimo
               materiale per la realizzazione dei sottofondi stradali. Secondo l’accusa, venivano
               gestiti abusivamente ingenti quantitativi di rif uti pericolosi, con elevati valori di
               pH (H8 corrosivo), miscelando o trattando, in modo improprio, materiale inerte
               con scarti di lavorazione industriali, contenenti cromo totale, cromo esavalente,
               f uoruri, nonché cobalto, nichel, piombo, rame, vanadio, stagno e zinco, COD, sol-
               fati, cloruri, bario. Gli imputati presentavano fraudolentemente (anche con l’utiliz-
               zo di certif cati di analisi ef ettuati su campioni di sostanze di altra tipologia) i sud-
               detti materiali inquinati come materiali di cantiere aventi caratteristiche conformi
               alle prescrizioni del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, Parte VI, Titolo V, all. 1
               colonna b (materiale inerte aggregato riciclato In.Ar.Co sabbia 0/80 e materiale
               misto cementato Concrete green 80x) e li cedevano, quindi, a terzi per la realizzazio-
               ne di opere edili e/o di riempimento.
                    L’analisi dei campioni del materiale di riempimento, estratti mediante caro-
               taggio nei punti dei tratti autostradali interessati dalle indagini, ha consentito di rile-
               vare la presenza di sostanze pericolose per la salute. È stata, infatti, accertata la natu-
               ra tossico nociva di tali rif uti, a causa dell’acclarata presenza in quantità rilevanti di
               cromo totale - quasi integralmente nella forma di cromo esavalente e di f uoruri.
                    In merito a tale vicenda, uno dei Pm che ha condotto le inchieste sul Concrete
               green ha osservato che se si dovesse fare una valutazione economica, ci si accorgerebbe
               subito che questo materiale viene venduto a un prezzo piuttosto basso e che il produt-
               tore paga per il trasporto, eseguito da una ditta terza, un importo che lo fa andare
               addirittura in perdita. Per esempio, in uno dei casi analizzati si è visto che: a fronte
               di  ricavi  per  l’importo  di  35.775  euro,  sono  emersi  costi  di  trasporto  pari  a  ben
               445.012 euro . Dunque, è plausibile ritenere che il venditore abbia realizzato il pro-
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               prio guadagno prima della vendita del materiale edile, cioè nel momento in cui si è
               reso disponibile a ricevere dei rif uti pericolosi per poi tombarli in modo occulto.

               3 Procedimento penale n. 6078/11 r.g.n.r. mod. 21 e Procedimento penale n. 6843/13 r.g.n.r. mod.
                  21, di competenza della direzione distrettuale antimaf a vertendosi in tema di attività organizzate per
                  il traf  co illecito di rif uti, di cui all’art. 260 decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e attualmente
                  art. 452 quaterdecies Codice penale.
               4 Cit. p. 287 - Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rif uti
                  e su illeciti ambientali ad esse correlati - XVII Legislatura - relazione territoriale sulla regione
                  Veneto Doc. XXIII n. 17 - Approvata dalla Commissione nella seduta del 23 giugno 2016.

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