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SCIENTIAE





                 Il rapporto tra anonimato online e sicurezza


                                           Ingegnere Daniele Bonucci*
                                          Dottore Giacomo D’Alfonso**

                    Il rapporto tra anonimato online e sicurezza, in qualunque forma declinata, è una tema-
               tica oggi di grande attualità. Tale rapporto, a nostro avviso forse non ancora compiutamente
               normato, pone all’attenzione diverse questioni rispetto alle quali la discussione è tuttora aperta.
                    I valori in gioco sono, d’altro canto, di primaria importanza in un compiuto ordinamen-
               to democratico come il nostro. Da un lato, infatti, la privacy di chi utilizza il mezzo informatico
               è sempre fortemente a rischio e il ricorso a tecniche di anonimizzazione può essere funzionale
               nel mettere al riparo da indebite ingerenze esterne i propri dati personali. Tuttavia, il ricorso a
               queste sempre più sofisticate tecniche elusive finisce per complicare enormemente l’attività
               investigativa quando quelle condotte risultano preordinate alla commissione di atti delittuosi.
               In questi casi, l’efficace salvaguardia dell’anonimato che impedisca l’attribuzione certa del-
               l’azione criminosa a un dato soggetto, finisce per riverberare i suoi effetti sullo stesso diritto-
               dovere dello Stato di contrastare ogni condotta illecita, con qualsivoglia mezzo perpetrata.
                    Questo il nodo del dilemma: se l’utilizzo di pseudonimi e tecnologie di anonimizzazione
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               permette legittimamente di eludere indebite forme di sorveglianza e di esfiltrazione di dati per-
               sonali sensibili, non può però non sollevare perplessità e interrogativi e non essere perseguito con
               determinazione, quando è finalizzato a ‘coprire’ condotte illecite e reati penalmente rilevanti.
                    Da un punto di vista strettamente tecnico, i protocolli Internet non sono stati conce-
               piti con la finalità di garantire l’anonimato di macchine o individui collegati alla rete .
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                    Questo concetto, benché forse evidente ai più, è fondamentale per comprendere
               come, in ambito investigativo, la ricostruzione dell’identità digitale di un soggetto sia - in
               linea teorica - sempre possibile.


               *  Dottore Magistrale in Ingegneria, funzionario presso l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale,
                  Ufficiale di Complemento del RT, già coordinatore Ufficio Analisi presso Leonardo S.p.A. Autore
                  del paragrafo 1, 1.1, 1.2, 1.3, 2, 3, 3.1, 3.2, 3.3, 3.4, 3,7, 3.8, 3.8, 4.
               ** Analista di intelligence ed esperto in data protection. Autore del paragrafo 1.4, 1.5, 1.6, 3.5, 3.6,
                  3.7 e 3.8.
               1  Tecnologie costituite da un insieme complesso di strumenti che permettono all’utente di navigare
                  in rete tutelandone al contempo la riservatezza dei propri dati personali. Tra queste, oggi, le
                  Virtual Private Networks (VPN), i proxy e le reti TOR si distinguono per la loro prevalenza e per
                  il grado di anonimato che sono in grado di offrire.
               2  Ogni dispositivo connesso ha un indirizzo IP univoco che può essere utilizzato per tracciarne la
                  posizione.

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