Page 208 - Numero Speciale 2024
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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA



             macerie nel soffitto del corpo centrale della caserma, dove era possibile accedere dagli alloggi
             occupati dal col. Tabellini e dal Maggiore Bonitatibus (in seguito, dopo l’occupazione tedesca,
                                                                                       18
             fu facile rilevarla e trasferirla nel Museo, appunto dal Col. Tabellini, su mia indicazione) .
                  Qualche giorno dopo, esattamente il 12 ottobre, come emerge dal memo-
             riale  di  colui  che  rimase  unico  custode  del  Museo  Storico,  il  Maresciallo
             Maggiore Giuseppe Pesante , l’Insegna del Podgora, completa di tutte le sue decorazio-
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             ni, strettamente avvolta in una coperta, fu portata al Museo, (da un ufficiale dell’Arma [il
             Col. Tabellini n.d.r.] vestito in borghese) senza onori, anzi furtivamente, clandestina essa
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             pure… Era ad attenderla il Generale Giuseppe Boella , Presidente del Museo, quel giorno
             venuto appositamente dalla lontana Città Giardino . Il Generale la fece collocare, in un
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             primo tempo, presso l’Ara dei Caduti, poi, in seguito al precipitare degli avvenimenti, il
             Generale medesimo ordinava formalmente al Pesante di sotterrare il vessillo con tutte le deco-
             razioni, in modo che essi non divenissero preda dell’invasore. Dovette fare ciò di nottetempo.
             Il Pesante era solo; chiamò i propri due figli presso di sé e li collocò di sorveglianza agli ingressi
             secondari dello stabile per diverse notti. Scavò col piccone e il cuore in gola per il continuo timo-
             re che i colpi del piccone potessero essere uditi dall’esterno. Scavò due fosse, una dopo l’altra
             abbandonate per troppa umidità del fondo. Ma una terza, sotto il pavimento del sotterraneo,
             riuscì adatta allo scopo, potendo contenere, intera, la bandiera, senza cioè addivenire a muti-
             lazione. Dopo diligente preparazione, la collocò sul fondo, la ricoprì e provvide poi all’esatto
             rifacimento del pavimento .
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                  Il tutto avvenne nel più stretto riserbo, tanto che, come riportato sulle
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             pagine de Il carabiniere della Nuova Italia , si vociferò in un primo momento che il drappo
             della Bandiera era stato fatto a strisce e che le strisce stesse erano state divise, per essere custo-
             dite, tra i componenti un nucleo di militari dell’Arma deportati in Germania, quali prigio-
             nieri; corse poi la voce che il nostro glorioso Vessillo trovavasi sempre nella sede della legione
             allievi, nascosto, nella soffitta, sotto un mucchio di calcinacci in corrispondenza di una deter-
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             minata finestra .
             18   ASCC, fondo Ten.Col. Ettore Chirico cit.
             19   In servizio al Museo Storico dalla sua costituzione nel 1926 sino al giugno 1952, entrato a
                  far parte del Fronte Clandestino sin dal 15 settembre 1943.
             20   Già Comandante della II Divisione Carabinieri Reali “Podgora”.
             21   ASACC, D1966.2, voce a soggetto Bandiera Arma, II Guerra Mondiale (occupazione tede-
                  sca).
             22   Cfr. Proposta di concessione di Medaglia di Bronzo a favore del Mar. Magg. Pesante, redatta il 23 gen-
                  naio 1950 dal Generale Filippo Caruso in ASACC, D1966.2, ibidem.
             23   Periodico mensile sorto sotto gli auspici del Comando Generale dei Carabinieri Reali e stam-
                  pato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Cesserà la pubblicazione nel dicembre 1947
                  per essere sostituito dal 1° gennaio 1948 da Il Carabiniere. https://www.carabinieri.it/chi-
                  siamo/ieri/storia/le-date-della-nostra-storia/date-fondamentali-della-storia-dell-arma/il-
                  carabiniere, u.c. 12 marzo 2024.
             24   Cfr. Il carabiniere della Nuova Italia, n. 1, novembre 1944.

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