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14 NOVEMBRE 1944
LA BANDIERA DELL’ARMA RITORNA ALLA LEGIONE ALLIEVI
aspri conflitti a fuoco. Numerose caserme vennero devastate dalla furia dei
tedeschi in cerca di documenti e armi. In particolare, sfogarono il loro furore
nella sede della Legione Allievi nell’intento di impossessarsi proprio della
Bandiera . Se i nazisti si fossero impadroniti del Simbolo dell’intera Arma, la
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ricaduta sarebbe stata moralmente devastante per i Carabinieri, già messi a dura
prova dalle sconvolgenti conseguenze di un inaspettato Armistizio e dalla suc-
cessiva, feroce vendetta tedesca.
3. L’occultamento della Bandiera
Anche per questo motivo, quando iniziò l’occupazione di Roma, la glorio-
sa Bandiera dell’Arma venne nascosta per non finire nelle mani dei tedeschi. Il
Tenente Gaetano Tanzi , allora effettivo al Gruppo Squadroni della Legione
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Allievi, si occupò personalmente di occultarla. Ciò avvenne esattamente il 10
settembre, mentre la Caserma Vittorio Emanuele, che fungeva da asilo ai reparti
dell’Esercito in rotta, era ingorgata da frazioni scomposte di artiglieria, auto-
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mezzi, carri armati e ciò che rimaneva del Reggimento “Montebello” . È
l’Ufficiale stesso a fornire tutti i dettagli dell’operazione: Feci fare dai miei militari
una buca profonda nella pula del maneggio coperto e ve la calammo dentro .
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Nei giorni successivi, temendo che i tedeschi stessero per far irruzione
nella Caserma, si meditò di darsi un primo tempo alla macchia con tutto il Gruppo,
uomini e cavalli, e cercare poi di passare le linee, portando con noi la Bandiera .
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Il proposito abortì e si giunse al fatidico 7 ottobre, giorno della deporta-
zione. La Bandiera venne spostata in un luogo ritenuto maggiormente sicuro,
come ebbe a raccontare il Tenente Colonnello Ettore Chirico, trovatosi a
comandare interinalmente la Legione Allievi: …ma poi pensai bene di trasferirla
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nella stessa notte del 7 ottobre in un luogo più sicuro: fu definitivamente celata fra sabbia e
12 A. Ferrara, I Carabinieri nella resistenza e nella guerra di liberazione, Ente Editoriale dell’Arma dei
Carabinieri, Roma 1978, Ristampa anastatica 2003, p. 24 e AA.VV., I Carabinieri 1814-1980,
Ente Editoriale dell’Arma dei Carabinieri, Pomezia 1980, p. 490.
13 Appartenente al Fronte Clandestino della Resistenza, verrà decorato di Croce di Guerra al
Valor Militare poiché Fervente patriota organizzava un nucleo di militari dell’Arma sfuggiti all’arresto
della polizia nazifascista che inquadrava in una banda armata operante nel Fronte della Resistenza. Per
lunghi mesi, animando i propri uomini con l’esempio e la sua fede di soldato, lì riforniva di armi, munizioni
e mezzi di sussistenza, creandone un agguerrito reparto. Sospettato dal nemico, continuava imperterrito la
sua pericolosa attività portando a termine, brillantemente, tra continui rischi personali, importanti missioni
operative. In ogni circostanza faceva rifulgere le sue doti di attaccamento alla Patria e spirito combattivo.
14 ASACC, Documentoteca 2122.2 (d’ora in poi D2122.2), fondo Ten. Col. Ettore Chirico.
15 ASACC, AS, Fondo Discriminazione cit.
16 Ibidem.
17 Il Comandante titolare, Colonnello Dino Tabellini era divenuto Capo di Stato Maggiore
dell’Arma in sostituzione del Colonnello Barengo, morto il 19 luglio assieme al Comandante
Generale Hazon sotto il bombardamento alleato.
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