Page 284 - Rassegna 2024-4 supplemento
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                  Inizialmente articolato in due sezioni - Psicologia Investigativa e Analisi -,
             ha visto l’aggiunta di una terza sezione dedicata agli Atti Persecutori nel 2009, a
             seguito di un protocollo d’intesa tra il Ministero della Difesa e il Ministero per le
             Pari  opportunità.  Tuttavia,  con  il  tempo,  il  RAC  è  stato  ristrutturato  e  ora
             opera con due sezioni principali: Psicologia Investigativa e Atti Persecutori.
                  La Sezione di Psicologia Investigativa, in cui operano gli uf  ciali psicologi,
             si è dedicata a una vasta gamma di attività essenziali per l’avanzamento delle inda-
             gini, come la ricostruzione dei prof li psicologici degli autori sconosciuti e delle
             vittime, la ricerca di connessioni tra crimini per formulare ipotesi investigative, e
             il  supporto  nella  raccolta  di  testimonianze  in  casi  di  particolare  ef eratezza.
             Inoltre, questa sezione ha fornito contributi signif cativi nel campo dell’“autop-
             sia  psicologica” ,  nella  ricostruzione  criminodinamica  e nella
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             criminogenesi  dei  crimini  ef erati,  of rendo  supporto  criminologico  sia  per
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             238 L’“autopsia psicologica”, in quanto f nalizzata alla comprensione della mente suicida, nasce in
                 ambiente medico-legale quando, negli anni Cinquanta, il dottor Theodore J. Curphey, coroner
                 di Los Angeles, chiese al team delle Los Angeles Suicide Prevention Center (LASPC) di far luce
                 sulle morti equivoche per capire quale di questi soggetti si fossero ef ettivamente suicidati e quali
                 fossero morti per altre cause. […] Il metodo implicava l’opportunità di “parlare con le persone
                 chiave - coniuge, amante, genitore, amico di famiglia, medico, supervisore, collega - che cono-
                 scevano il defunto. […] Questa collaborazione e l’accumulo di esperienza fornirono preziosi
                 contributi alla conoscenza della validità dei verdetti di suicidio dei coroner e generò inoltre
                 diverse varianti del metodo dell’autopsia psicologica, tra cui la “conferenza” post mortem per i
                 professionisti della salute mentale e lo studio dell’autopsia psicologica per scopi specif catamen-
                 te forensi. Il termine fu comunque usato per la prima volta da Shneidman nel libro “Thematic
                 Test Analysis” del 1951. […] La funziona principale dell’autopsia psicologica è quella di chiarire
                 una  notte  ambigua,  arrivando  a  descriverla  nel  modo  corretto  o  più  accurato  possibile.  In
                 sostanza, l’autopsia psicologica non è altro che un’indagine retrospettiva approfondita sull’in-
                 tenzione del defunto (cioè, sull’intenzione del defunto relativa al suo essere morto), in cui le
                 informazioni sono ottenute intervistando persone che ne conoscevano le azioni e il comporta-
                 mento abbastanza bene da poterle riferire. (Pompili Maurizio, 2022).
             239 Il termine criminodinamica si riferisce allo studio delle dinamiche che conducono alla realizza-
                 zione di un crimine. Si tratta di un’analisi approfondita del processo attraverso il quale un reato
                 viene commesso, tenendo conto delle interazioni tra vari fattori come l’ambiente, le circostanze,
                 e i comportamenti degli individui coinvolti. La criminodinamica cerca di ricostruire il percorso
                 che ha portato alla manifestazione dell’atto criminale, considerando le fasi che hanno preceduto,
                 accompagnato e seguito il crimine. L’approccio criminodinamico è fondamentale per compren-
                 dere non solo il come di un crimine, ma anche il perché. È uno strumento prezioso per gli inve-
                 stigatori, poiché permette di costruire un quadro completo e dettagliato del reato, identif cando
                 non solo il modus operandi dell’autore, ma anche le motivazioni e le circostanze che hanno por-
                 tato alla sua realizzazione. Questa analisi è particolarmente utile nei casi di crimini complessi,
                 dove il comportamento dell’autore può essere inf uenzato da molteplici fattori e dove è necessa-
                 rio comprendere le dinamiche relazionali tra l’autore, la vittima e l’ambiente circostante. In tal
                 modo, la criminodinamica contribuisce a orientare le indagini, fornendo spunti per la ricostru-
                 zione degli eventi e per l’identif cazione degli autori.
             240 Il termine criminogenesi si riferisce allo studio delle origini e delle cause di un crimine. Esso si

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