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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione




                    In ogni modo, sono aspetti strettamente connessi con le def nizioni giuridi-
               che di dolo , preterintenzione  e colpa , necessarie per la qualif cazione cor-
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               retta delle azioni e determinazione dell’imputabilità e della responsabilità penale.
                    Cercare di spiegare la connessione tra soggettività umana e l’intenzionalità
               e come si rif ettano sul diritto penale è una sf da complessa ma la cui spiegazione
               è necessaria. nel corso del tempo, l’indagine psicologica si è rivelata un alleato
               fondamentale nelle indagini di polizia giudiziaria, of rendo un contributo signi-
               f cativo grazie alla sua capacità di esplorare e descrivere le azioni, i tratti della per-
               sonalità, e gli aspetti nascosti degli individui coinvolti in atti criminali.
                    Il processo penale deve necessariamente tenere conto della soggettività del-
               l’imputato per determinare quale sia stata la reale intenzionalità dietro le sue azio-
               ni. Questo richiede una valutazione dettagliata delle prove, delle circostanze del
               caso e delle caratteristiche personali dell’imputato.

               226 Il “dolo”, nel diritto penale, consiste nella volontà cosciente e intenzionale di compiere un atto che
                   l’ordinamento giuridico vieta, con la consapevolezza che tale atto è illegale. In altre parole, l’autore
                   del reato agisce con la piena coscienza e volontà di realizzare la condotta e di ottenere il risultato
                   illecito. Il dolo, quindi rappresenta il massimo grado di intenzionalità nell’ambito del diritto pena-
                   le. nel dolo, l’elemento soggettivo è centrale, poiché l’azione dell’individuo è guidata da un’inten-
                   zione deliberata. Esistono diverse forme di dolo, tra cui il dolo diretto, dove l’individuo agisce con
                   l’intento preciso di ottenere un certo risultato, e il dolo eventuale, dove l’individuo prevede la pos-
                   sibilità di causare un danno e accetta il rischio che tale danno si verif chi. In entrambi i casi, la sog-
                   gettività dell’individuo è strettamente legata alla sua intenzionalità. nel processo penale, l’accerta-
                   mento del dolo è fondamentale per determinare la responsabilità penale dell’imputato. Il giudice
                   deve valutare se l’imputato abbia agito con dolo, e quale tipo di dolo si conf guri, al f ne di stabilire
                   la pena adeguata. Le prove che dimostrano il dolo possono includere testimonianze, intercettazio-
                   ni, o altri elementi che indicano la consapevolezza e la volontà dell’autore di commettere il reato.
               227 La “preterintenzione” si colloca in una posizione intermedia tra il dolo e la colpa. Essa si verif ca
                   quando una persona provoca un risultato più grave di quello voluto. In altre parole, l’individuo
                   aveva l’intenzione di commettere un atto illecito, ma non aveva l’intenzione di causare il danno
                   che ef ettivamente si è verif cato. La preterintenzione implica un grado di intenzionalità iniziale,
                   ma il risultato f nale va oltre le intenzioni dell’agente. Questo concetto giuridico è particolar-
                   mente rilevante nei casi di omicidio preterintenzionale, dove l’imputato intendeva ferire la vitti-
                   ma, ma non ucciderla, e tuttavia la morte si è verif cata. In questi casi, la valutazione della sog-
                   gettività dell’individuo è complessa, poiché il giudice deve discernere tra l’intenzione originaria
                   dell’imputato e il risultato non voluto ma comunque causato dalle sue azioni.
               228 La “colpa” rappresenta il livello più basso di intenzionalità e si riferisce a situazioni in cui un
                   individuo provoca un danno senza averlo voluto né previsto, ma in cui il danno si verif ca a causa
                   di negligenza, imprudenza o imperizia. La colpa non implica dolo, poiché l’individuo non aveva
                   l’intenzione di commettere il reato, ma è comunque responsabile per non aver agito con la
                   necessaria cautela. La valutazione della colpa richiede un’analisi accurata delle circostanze in cui
                   si è verif cato l’evento dannoso e delle azioni (o omissioni) dell’imputato. La soggettività dell’in-
                   dividuo è rilevante in quanto il giudice deve considerare se l’imputato avrebbe potuto o dovuto
                   prevedere il rischio e adottare le misure necessarie per evitarlo. La colpa si distingue in vari gradi,
                   come colpa lieve, colpa grave e colpa cosciente, ciascuno dei quali rif ette un diverso livello di
                   consapevolezza e di negligenza da parte dell’agente.

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