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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione




                    Questo nuovo approccio ha permesso di af rontare con maggiore ef  cacia
               situazioni  complesse,  dove  la  semplice  applicazione  delle  norme  non  sarebbe
               stata suf  ciente a far emergere la cosiddetta verità processuale.
                    nel  corso  del  tempo,  l’evoluzione  dei  sistemi  processuali  si  è  indirizzata
               verso una crescente tutela dell’individuo, rif esso di un più ampio sviluppo socia-
               le e di una sensibilità culturale sempre maggiore nei confronti del presunto indi-
               ziato di reato. Questo sviluppo è stato inf uenzato dalla storia del Paese e dalle
               tipologie di criminalità che lo hanno interessato. In tale contesto, il cosiddetto
               procedimento penale ha assunto un ruolo centrale, con i giudici incaricati di sta-
               bilire se un fatto costituiva reato, se una persona lo avesse commesso e, in caso
               af ermativo, in che misura l’avesse compiuto intenzionalmente. Questo processo
               si è intrecciato inevitabilmente con la storia del Paese e con la tipologia di crimi-
               nalità che lo ha caratterizzato nel corso dei decenni.
                    In Italia, con l’entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale nel
               1988,  si  inaugurò  una  nuova  era  del  processo  penale,  allontanandosi  dal  rito
               inquisitorio per abbracciare un sistema maggiormente garantista. Il nuovo codice
               adottò il modello accusatorio, assicurando l’assoluta parità tra accusa e difesa nel
               procedimento penale. In questo contesto, la disciplina psicologica fornisce un
               contributo signif cativo alle indagini di polizia giudiziaria, of rendo strumenti
               utili per comprendere i complessi aspetti psicologici coinvolti nei comportamen-
               ti degli individui implicati in un reato o in un procedimento giudiziario.
                    Questo apporto risulta particolarmente rilevante, ad esempio, nell’analisi
               delle capacità mentali di un imputato, nel determinare la sua responsabilità pena-
               le o nel valutare la credibilità di un testimone. La psicologia applicata al contesto
               giudiziario aiuta a svelare dinamiche comportamentali e motivazionali che pote-
               vano inf uenzare le azioni degli individui, contribuendo a delineare un quadro
               quanto più possibile completo e accurato dei fatti in esame.
                    Le indagini psicologiche e quelle di polizia giudiziaria, pur essendo ambiti
               distinti, interagiscono frequentemente, specialmente quando si trattava di valu-
               tare aspetti psicologici rilevanti in contesti legali.
                    Sin dalle origini, la psicologia ha cercato di comprendere i meccanismi interni
               che guidavano il comportamento umano, e questa conoscenza si rivela particolar-
               mente utile in ambito giudiziario. Con il passare del tempo, la psicologia forense si è
               sviluppata come un campo autonomo, fornendo strumenti e metodologie per l’ana-
               lisi del comportamento criminale e delle dinamiche psicologiche coinvolte nei reati.
                    La collaborazione tra psicologia e giurisprudenza si è intensif cata nel corso
               del XX secolo, con la crescente consapevolezza dell’importanza delle condizioni
               psicologiche nella comprensione dei comportamenti devianti.

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