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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione




               gestione coordinata e centralizzata delle risorse sanitarie, garantendo che le deci-
               sioni fossero prese in modo informato e coerente con le esigenze operative
                    Tuttavia, in conclusione, va anche detto che il supporto psicologico al mili-
               tare è un capitolo tutto da dibattere e da scrivere.
                    Soprattutto è un tema che deve interessare principalmente tutti i militari, le
               associazioni a carattere sindacale e i vertici dell’organizzazione af  nché si possa
               raggiugere una posizione condivisa. La materia non può essere trattata solo con
               circolari, quant’anche esse siano di natura illuminata e innovatrice, ma necessita di
               una revisione generale della normativa e la def nizione della posizione giuridica di
               chi ef ettivamente si trovi in una situazione di “contingente vulnerabilità” e deli-
               berare quale tipo di intervento a carattere psicologico è possibile intraprendere.
                    Grandi passi sono stati fatti in questo campo, tuttavia altri se ne attendono
               per  meglio  aderire  alle  necessità  dei  militari  e  dell’organizzazione  tutta.
               L’integrazione dell’uf  ciale psicologo all’interno dell’organizzazione territoriale
               segna un importante progresso nella valorizzazione e nello sviluppo del supporto
               psicologico. Questo cambiamento non solo rappresenta un adeguamento struttu-
               rale  all’interno  dell’organizzazione,  ma  implica  anche  una  responsabilità  e  un
               impegno ben oltre la mera presenza formale del professionista. Infatti, la nuova
               posizione degli uf  ciali psicologi richiede un impegno attivo e una rif essione pro-
               fonda,  andando  oltre  il  tradizionale  ruolo  di  consulente,  per  abbracciare  un
               approccio proattivo e innovativo. In passato, la f gura dello psicologo era spesso
               conf nata a un ruolo più passivo, limitato a rispondere alle richieste di intervento
               quando queste si presentavano. Tuttavia, l’evoluzione della pratica psicologica in
               ambito organizzativo oggi esige una visione ben più dinamica. Gli uf  ciali psico-
               logi non devono più limitarsi ad attendere i casi di crisi per of rire il loro aiuto;
               piuttosto,  sono  chiamati  a  diventare  attivi  promotori  di  benessere  psicologico
               all’interno dell’organizzazione. Questo signif ca non solo rispondere alle necessità
               emergenti,  ma  anche  anticiparle  e  lavorare  preventivamente  per  costruire  un
               ambiente più sano e supportivo. un aspetto fondamentale di questa trasformazio-
               ne è la creazione e la gestione di una rete di supporto che possa potenziare e ampli-
               f care le attività del neo istituito Servizio di psicologia. La rete deve estendersi ben
               oltre i conf ni dell’organizzazione e includere una serie di collaborazioni strategi-
               che con altre istituzioni e professionisti del settore. Questo comporta, innanzitut-
               to, l’instaurazione di solide relazioni con l’ordine professionale degli psicologi a
               livello regionale. una connessione attiva con tali organismi permette di accedere a
               risorse aggiornate, opportunità di formazione continua e scambi di “best practi-
               ces”, tutte fondamentali per mantenere un alto livello di competenza e per rispon-
               dere adeguatamente alle sf de in evoluzione nel campo del supporto psicologico.

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