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LIBRI
Michele Prestipino Giarritta, Paolo Carretta,
Mirko Piersimoni, Maria Giovanna Barletta
Patrimoni illeciti e strumenti di contrasto
Laurus Robuffo editore, 2022, pp. 440, euro 62,00
Giovanni Falcone, rappresentante simbolo della
lotta alla mafia, riteneva che Cosa Nostra non fosse un
antistato, ma un’organizzazione parallela e contigua
allo Stato stesso, la cui problematica principale non
fosse quella di accumulare profitti quanto quello di
reinvestirli in attività apparentemente lecite. Difatti,
Cosa Nostra predilige una strategia d’azione più cama-
leontica e silente, insinuandosi all’interno delle istitu-
zioni e degli uffici della Pubblica Amministrazione,
questi ultimi particolarmente esposti all’incidenza della
corruzione nei settori degli appalti e dei finanziamenti pubblici, mostrando ancora
una scarsa sensibilità per l’antiriciclaggio.
Il testo “Patrimoni illeciti e strumenti di contrasto”, realizzato sotto la direzione
del magistrato di Cassazione Michele Prestipino Giarritta, tratta appunto la strate-
gica e necessaria azione di contrasto alla criminalità economica ed in particolare a
quella di stampo mafioso nonché quella legata al finanziamento del terrorismo. Le
esperienze investigative e giudiziarie dimostrano, infatti, che sottrarre beni e risorse
alle organizzazioni di tipo mafioso ne determina l’indebolimento strutturale ed
operativo e ne comporta una rilevante perdita di prestigio nel contesto ove esse
operano, privandole di uno strumento di condizionamento della realtà che le cir-
conda. Ma la reale complessità dell’applicazione degli strumenti di lotta ai patrimo-
ni illeciti risiede nella portata internazionale del fenomeno nonché nell’evoluzione
delle strategie economiche mondiali. Basti pensare all’impiego sempre più diffuso
da parte delle associazioni di stampo mafioso di criptovalute, ritenute di interesse
per la loro garanzia dell’anonimato (fenomeno trattato nel testo).
La monografia realizza un’illustrazione organica ed interdisciplinare volta a deli-
neare in primo luogo i compiti e le attivazioni dei principali attori sia nazionali che
internazionali, il cui obiettivo è quello di preservare l’efficienza, la stabilità e la fidu-
cia nel sistema finanziario nel suo complesso, come il GAFI, l’OCSE ed il MEF,
l’UIF, la DNAA, la DIA, il CASA, il Nucleo Speciale Polizia Valutaria, e il
Comitato di Sicurezza Finanziaria.
L’opera prosegue con la trattazione della legislazione nazionale di antiriciclaggio
contenuta organicamente nel d.lgs. 231/2007 inserendo, in particolare, le varie impli-
cazioni ad essa connesse quali il monitoraggio fiscale e la circolazione transfrontaliera
dei capitali, utili non solo quali strumenti di indagini, ma anche strumenti normativi
che sul piano degli adempimenti amministrativi, che consentono di rendere una ric-
chezza tracciabile e di individuarne eventualmente anche la provenienza. Per il carat-
tere di transnazionalità del fenomeno (come sancito dalla L. 146/2006 che ha ratifi-
cato la Convenzione Protocollo ONU contro il crimine organizzato, siglata a
Palermo il 15 dicembre 2000), nel testo non è stata tralasciata la legislazione interna-
zionale e, nello specifico, le sei direttive comunitarie AML (anti money laundering), con
le più importanti modifiche ed innovazioni apportate al nostro ordinamento, soprat-
tutto nella fase delle indagini, come: l’istituzione dell’Ufficio del Procuratore Europeo
(EPPO) presso le principali sedi dei distretti delle Corti di Appello; la previsione di
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