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LIBRI
Annamaria Frustaci
La ragazza che sognava di sconfiggere la mafia
Mondadori editore, 2022, pp. 142, euro 16,00
Chi ha conosciuto la Calabria nella dimensione
investigativa e dei piccoli centri, ritroverà immediata-
mente quella medesima atmosfera che si viveva e
ancora si vive in quei luoghi dove tutti si conoscono
e pochi parlano.
Annamaria Frustaci ci conduce attraverso gli occhi
e i pensieri di Lara, volenterosa studentessa alla prova
dell’esame di terza media, quanta disonestà e cattive-
ria campeggi negli uomini, soprattutto in alcuni uomi-
ni, privi di quel comune senso di giustizia che è la
matrice della nostra cultura di origine romana e di
radicata fede cattolica.
In questo senso, il romanzo non è indicato solo per i pre-adolescenti (sulla
sovracoperta è riportato dagli 11 anni), ma per tutte le donne e gli uomini di
buona volontà che non si arrestano di fronte alle malefatte, ai soprusi, agli ingan-
ni di questi sedicenti uomini che vessano i più semplici o coloro che non hanno
la forza di opporsi.
Questo romanzo è anche un romanzo di speranza. Nel bel racconto i
Carabinieri diventano protagonisti di due arresti: il primo del papà di Totò, nel
racconto di Don Antonio il sacerdote del piccolo centro che si impegna a dare
valore anche ai piccoli gesti come il teatro parrocchiale. Don Antonio narra
“Ricordo bene il giorno in cui sono venuti a prenderlo i carabinieri, tre giovani
uomini in divisa con un mandato d’arresto. Teresa [la moglie] non voleva lasciar-
lo, strillava, e loro erano in difficoltà davanti a quella donna disperata. Non è un
mestiere semplice, il loro. Non lo è mai, neppure quando la giustizia funzione”.
Il breve fotogramma dipinge perfettamente la situazione. Un arresto condotto
dai Carabinieri in uniforme. Ne seguirà una seconda narrazione in altre pagine
quando è la volta proprio di Totò: “per strada si sentono stridere i freni di una
macchina e poi compaiono tre uomini che Lara non ha mai visto. Vestono di
nero, giacche di pelle e aria serissima. Raggiungono Totò, lo circondano, ripeto-
no il suo nome più volte, lui annuisce. Lara resta lì attonita, mentre lo fanno sali-
re sull’auto con i polsi stretti nelle manette”.
Un ruolo difficile quello dell’Arma che la Frustaci riesce a disegnare bene.
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