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LIBRI
Alessia Ventura
La ragazza che respira da sola
Booksprint edizione, 2021, pp. 164, euro 17,00
«La ragazza che respira da sola» è il racconto auto-
biografico di Alessia, una mamma di trentatré anni, che,
durante il ricovero in ospedale del suo primogenito di
otto mesi, per un intervento di routine, si ritrova in
poche ore tetraplegica, a causa dell’espulsione di un’er-
nia cervicale che colpisce il suo midollo spinale. Un
caso rarissimo per i neurochirurghi che prontamente la
assistono.
L’intervento chirurgico tempestivo e perfettamente
eseguito, senza le gravi complicazioni che erano state
prospettate, non le restituiscono però il movimento e
la sensibilità, costringendo la protagonista a separarsi da suo figlio e suo marito, per
raggiungere un centro riabilitativo a cento chilometri da casa. Senza una prognosi
certa né garanzie sul pieno recupero, Alessia inizia a combattere per tornare alla
sua vita.
Aspirante magistrato, curriculum degno di nota, amante del diritto e della giustizia,
donna dinamica e piena di progetti, Alessia inizia un percorso riabilitativo a 360 gradi.
La paura lascia presto il posto alla forza di volontà e alla determinazione.
Alessia ritrova anche la Fede perduta, comprende i valori importanti della vita
e, affiancata dal team della struttura riabilitativa, affronta e inizia a superare il grave
lutto che l’aveva colpita a soli quindici anni.
Piano piano il suo corpo inizia a dare i primi segnali, l’autrice impara di nuovo a
camminare, e ritrova speranza e coraggio di poter tornare a casa sulle sue gambe. Il
racconto appare molto realistico e a tratti crudo, schivo, asciutto, senza fronzoli.
A parte qualche nome di fantasia, a tutela della privacy, dettagli drammaticamente
veri permettono al lettore di seguire tutto il percorso riabilitativo, conoscere tutto
il personale della struttura, scoprire tutte le emozioni e i pensieri che si susseguono
nella mente dell’autrice, notte e giorno.
Strane coincidenze emergono piano piano durante il racconto, mentre tutta la
famiglia è impegnata a prendersi cura del bimbo e a spronare e incoraggiare costan-
temente Alessia, facendo anche in modo che madre e figlio continuino a vedersi
almeno una volta a settimana.
Una storia positiva, di buona sanità calabrese, di una donna che, fin dai primi
giorni di ricovero, sente forte il desiderio di scrivere un libro sulla sua incredibile
avventura. E quindi, appena riacquista l’uso della mano sinistra, da mancina, inizia
ad annotare su un block notes gli avvenimenti principali di ogni giornata.
L’immagine di copertina ritrae l’autrice in una giornata importante durante il
ricovero riabilitativo. Il titolo del libro è tratto da un momento centrale della storia,
a cui è dedicato un intero capitolo.
La pubblicazione è avvenuta qualche anno dopo i fatti narrati. E l’epilogo finale
è tutto dedicato alle strade e alle scelte che Alessia ha deciso di intraprendere negli
anni successivi all’evento traumatico.
Sottotenente
Alessandro Caruso
199

