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LIBRI
Joint Investigative Team o Squadre Investigative Comuni, ovvero lo scambio di informa-
zioni diretto da parte delle Autorità nazionali con le corrispondenti estere.
Il taglio più operativo dell’opera si riscontra nell’attenta declinazione delle varie
ipotesi di reato configurabili in questa materia, rimarcando le rispettive differenze
tra riciclaggio, autoriciclaggio, impiego di denaro, beni e utilità di provenienza ille-
cita e trasferimento di valori. C’è poi una riflessione sul reato di riciclaggio, sulla
sua natura plurioffensiva (reato contro il patrimonio, l’amministrazione della giu-
stizia, la tutela dell’ordine pubblico e di quello economico così come stabilito dalla
Corte Costituzionale con la sentenza n. 302 del 19 luglio 2000), sulle varie fasi e
passaggi che dottrinalmente costituiscono la sua condotta criminosa: collocamen-
to, dissimulazione e rientro. Lo studio penalistico è arricchito dalle ultime novità
introdotte nel Codice penale con la legge n. 22/2022 che introduce reati specifici
in materia di beni culturali nonché nell’ambito della disciplina dei servizi di gioco
scommesse, entrambi settori di notevole interesse della criminalità organizzata. Si
presenta, inoltre, l’approfondimento del d.lgs 231/2001 configurante la responsa-
bilità amministrativa e penale a carico degli enti e persone giuridiche in materia di
sicurezza, lavoro, salute e tributaria al fine di rispondere all’esigenza di contrastare
realtà criminologiche imprenditoriali comuni a tutti i paesi industrializzati.
La lettura della monografia suscita grande interesse oltre che per l’attività
repressiva anche quella, non di minore importanza, afferente alla prevenzione e
più specificatamente le varie ipotesi di confisca speciale, strumenti capaci di con-
trastare la criminalità aggredendone i patrimoni illecitamente accumulati e quindi
la possibilità di rigenerarsi, espandersi e quindi aggravare la situazione antigiuridi-
ca creatasi, facendo così assumere una valenza strategica. Sempre in materia di
prevenzione il testo si occupa delle altre misure di prevenzione reali (amministra-
zione, controllo giudiziario) il contrasto fiscale delle accumulazioni illecite e la
documentazione antimafia. L’attenzione posta dai coautori dell’opera sulle misure
di prevenzione patrimoniali fa riferimento alla loro efficacia e al connesso potere
dissuasivo, anche in misura maggiore rispetto a quelle personali. Grazie agli innu-
merevoli interventi legislativi, le medesime, oltre ad essere strumento di repressio-
ne e controllo della conformità sociale di certi comportamenti, consentono di
limitare la capacità di rigenerazione dei sodalizi criminali, in grado di sostituire i
propri agenti di livello apicale quando vengono colpiti da provvedimenti cautelari
o da un lungo periodo di detenzione.
In conclusione, l’obiettivo che si pone il testo “Patrimoni illeciti e strumenti di
contrasto”, con le importanti esperienze dei quattro coautori, è quello di contribui-
re al rafforzamento della sensibilità e della propensione instillata da Giovanni
Falcone, il quale già negli anni Ottanta aveva intuito che occorreva improntare le
investigazioni sul principio del “follow the money”, metodo investigativo rivolu-
zionario, ma sempre attualissimo, capace di condizionare l’esito del successo dello
Stato nell’azione di contrasto alla criminalità economica e a quella mafiosa. Il magi-
strato siciliano invitava le coscienze a rendersi conto che la mafia “è un fenomeno
terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo
da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle
istituzioni”. Pertanto, è doveroso, nonché necessario, contrastare la criminalità
organizzata nella sua continua infiltrazione economico finanziaria, aggredendo
strategicamente i sodalizi mafiosi anche, e soprattutto, sotto il profilo patrimoniale.
Sottotenente
Francesco Benedetto Sberna
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