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INFORMAZIONI E SEGNALAZIONI
1. Trasferimento dati UE-USA
Nel 2013 Edward Snowden rivelò, per la prima volta, come l’intelligence
degli Stati Uniti d’America avesse un accesso pressoché sregolato e sproporzio-
nato ai dati provenienti dall’Europa. Questo fu uno dei motivi principali che ha
portato, per ben due volte, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE)
a ritenere illegale il trasferimento di dati verso gli USA attraverso le sentenze
Schrems (dal nome dell’attivista austriaco Maximilian Schrems che aveva pre-
sentato la denuncia). Le così dette sentenze Schrems sono dei provvedimenti
adottati dalla Corte di giustizia dell’Unione europea per riorganizzare gli accordi
tra UE e USA riguardo il trattamento di dati personali.
La prima sentenza Schrems (cosiddetta Schrems I), emessa il 6 ottobre
2015, portò all’invalidazione della Direttiva 95/46 sulla Protezione dei Dati ,
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che rendeva vincolanti le raccomandazioni emesse dall’Organizzazione per la
cooperazione e lo sviluppo economico in merito alla protezione dei dati perso-
nali. Le compagnie statunitensi che operavano nell’area economica europea
dovevano conformarsi ai sette principi seguenti: notifica, scelta, trasferimento,
sicurezza, integrità dei dati, accesso, adeguatezza. Rispettando i principi elenca-
ti, le compagnie americane si dichiaravano conformi allo schema definito come
Safe Harbor Decision .
(2)
Le compagnie statunitensi conformi al Safe Harbor dovevano “ri-certificare”
in tempi prestabiliti il loro rispetto dei principi. Il Safe Harbor non veniva regolato
dal governo ma dai privati, sotto la gestione della Federal Trade Commission, a sua
volta monitorata dal Dipartimento del commercio degli Stati Uniti d’America.
La CGUE, nella cosiddetta sentenza Schrems II del 16 luglio 2020 , ha
(3)
invalidato la decisione di adeguatezza della Commissione in relazione allo scudo
UE-USA per la privacy (in inglese EU-US Privacy Shield) , che costituiva un
(4)
accordo per gli scambi transatlantici di dati personali a scopo commerciale tra
Unione Europea e Stati Uniti d’America. La Sentenza ha inoltre sottolineato
l’importanza di intraprendere una efficace due diligence da parte delle aziende
prima di trasferire dati personali al di fuori dello Spazio Economico Europeo,
non solo verso gli Stati Uniti ma tutti Paesi extra SEE.
Di più, la Corte Suprema dell’UE rilevò come la giurisdizione statunitense
non fornisse un’adeguata protezione dei dati personali e, allo stesso tempo, il
sistema giuridico statunitense non prevedesse adeguate tutele giurisdizionali
(1) https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=LEGISSUM:l14012.
(2) https://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:32000D0520:EN:HTML.
(3) https://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2020-07/cp200091en.pdf.
(4) http://europa.eu/rapid/press-release_IP-16-433_it.htm.
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