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L’AUTOPSIA PSICOLOGICA




                      in rapporto ai suoi esiti, attraverso un contributo tecnico alla diagnosi dif-
               ferenziale tra:
                    • omicidio;
                    • suicidio;
                    • decesso per cause naturali;
                    • decesso per cause accidentali;
                    • ricerca di persona scomparsa (in assenza del cadavere) .
                                                                           (4)
                    Nel campo della criminologia è universalmente riconosciuta l’importanza
               di delineare un profilo di colui che si è macchiato di tali delitti, nella disamina
               di crimini violenti, allo scopo di definire un paradigma psicologico. La stessa
               attenzione, per molto tempo sottovalutata, viene oggi posta anche nella costru-
               zione di un profilo della vittima. Questo perché ormai è assodato che in un qua-
               lunque evento criminoso, esiste una “dinamica sistemica ”, che unisce vittima
                                                                      (5)
               e carnefice nel raggio d’azione dello stesso crimine. Quando gli investigatori si
               trovano ad affrontare un caso di morte violenta, questo può essere il risultato
               di tre principali cause: incidente, suicidio o omicidio. In tale contesto, la ricerca
               investigativa, assume i connotati dell’investigazione retrospettiva. In altre paro-
               le, l’investigatore indossa le vesti di uno “storico”, analizza i dati di oggi al fine
               di ipotizzare cosa è successo ieri . Talvolta, nonostante si raggiunga la verità
                                               (6)
               processuale, le cause non sono chiare e possono sorgere sospetti circa la reale
               intenzionalità suicida della vittima o sulla veridicità di un evento accidentale. È
               pertanto utile, per fini investigativi, impiegare tecniche e metodi per approfon-
               dire la conoscenza di quanto è successo.
                    In tale ambito, l’autopsia psicologica, rientra tra le tecniche psicologiche più
               utilizzate in quanto, come evidenzia il professore Bonicatto (2006), «(…) si tratta
               di un procedimento che ha l’obiettivo di raccogliere i dati riguardanti la vittima,
               al fine di ricostruire il suo stato mentale ed il suo profilo psicologico prima del
               decesso, per valutare in che misura, queste specifiche condizioni, possono aver
               svolto un ruolo nella genesi dei fatti che ne hanno determinato la morte ».
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                    Si tratta dunque di definire retrospettivamente lo stato mentale di una per-
               sona deceduta nell’ambito di un preciso momento processuale (penale e/o civi-
               le), al fine di chiarire la dinamica dei fatti per fornire una spiegazione plausibile
               a quanto accaduto.
               (4)  BARBIERI C., CIAPPI S., La cosiddetta autopsia psicologica, in Manuale di psicologia giuridica. La teoria,
                    le tecniche, la valutazione, a cura di PEZZUOLO S., CIAPPI S., seconda edizione, Hogrefe, 2020.
               (5)  BONICATTO B., 2016.
               (6)  GULOTTA G., Breviario di psicologia investigativa, seconda edizione, Giuffrè Editore, Milano, 2014.
               (7)  BONICATTO B., GARCÌA PÈREZ T., ROJAS LÒPES R., L’autopsia psicologica. L’indagine nei casi di
                    morte violenta o dubbia, FrancoAngeli, Milano, 2006.

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