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LIBRI




                                                          Michele Di Giorgio
                                        Per una polizia nuova. Il movimento per la riforma
                                        della Pubblica Sicurezza (1969-1981)
                                                Viella editore, 2019, pagg. 301, euro 29,00

                                           Michele  Di  Giorgio  è  un  giovane  studioso  che  ha
                                        conseguito  il  dottorato  in  Storia  sociale  europea
                                        all’Università Cà Foscari di Venezia, discutendo il suo
                                        progetto di dottorato dal titolo Il Movimento per la smili-
                                        tarizzazione, la riforma e il sindacato della Pubblica Sicurezza:
                                        la lotta per una nuova polizia (1969-1981) che è divenuto il
                                        libro presentato in queste pagine.
                                           Prima di dare alle stampe il contributo, l’autore aveva
                                        già  partecipato  a  differenti  progetti  pubblicando:
                                        Differenti  prospettive:  poliziotti  e  Pubblica  Sicurezza
               dopo l’Unità nelle pagine del «Manuale del Funzionario di Sicurezza Pubblica e di
               Polizia  Giudiziaria»  e  de  «La  Guardia  di  Pubblica  Sicurezza»  (1863-1886),
               in Poliziotti d’Italia tra cronaca e storia prima e dopo l’Unità, Roma, Ufficio Storico
               della Polizia di Stato, 2013; Saperi di polizia e racconti noir. I contributi giornalistici
               di Giuseppe Dosi, in Raffaele Camposano (a cura di), Giuseppe Dosi, Il poliziot-
               to-artista che inventò l’interpol italiana, Roma, Ufficio Storico della Polizia di Stato,
               Quaderno II, 2015; Uno strumento per conoscere e controllare l’Italia liberale, in
               Nicola  Labanca,  Michele  Di  Giorgio,  Una  cultura  professionale  per  la  polizia
               dell’Italia liberale. Antologia del «Manuale del funzionario di sicurezza pubblica e
               di  polizia  giudiziaria»  (1863-1912),  Milano,  Unicopli,  2015;  Polizia  e  società.
               Periodici per la Pubblica sicurezza, in Nicola Labanca, Fogli in uniforme, Milano,
               Unicopli,  2016;  Dalla  medicina  all’investigazione.  Il  contributo  di  Salvatore
               Ottolenghi per la costruzione di un sapere scientifico di polizia, in Nicola Labanca,
               Michele Di Giorgio (a cura di), Salvatore Ottolenghi. Una cultura professionale per
               la polizia dell’Italia liberale e fascista. Antologia degli scritti (1883-1934), Milano,
               Unicopli, 2018.
                  Nel volume Per una polizia nuova, come precisato nel sottotitolo, l’autore inda-
               ga il fenomeno del movimento per la riforma della pubblica sicurezza che, iniziato
               alla fine degli anni Sessanta, arrivò al successo nel 1981, con l’approvazione della
               legge 121 “Nuovo ordinamento dell’Amministrazione della pubblica sicurezza”,
               modificando radicalmente il rapporto tra le forze dell’ordine italiane e realizzando
               la tanto agognata smilitarizzazione della pubblica sicurezza. Le vicende iniziarono
               nel lontano 1943 quando uno dei provvedimenti adottati dal governo Badoglio fu
               proprio la militarizzazione del corpo degli agenti di pubblica sicurezza. Tale deci-
               sione, assunta probabilmente per la delicatezza del momento storico, non solo fu
               confermata  successivamente  ma  i  governi  della  Repubblica  Italiana  decisero  di
               lasciare le stellette alle guardie di pubblica sicurezza soprattutto per garantirsi un
               miglior  impiego  della  polizia  nella  gestione  delle  piazze  di  quegli  anni  difficili.
               Tuttavia, sin dal “boom economico” degli Sessanta, l’assenza di riforme in grado
               di agevolare lo sviluppo della società e una migliore organizzazione del Paese rap-
               presentò una grande opportunità persa che sfociò negli scontri di piazza e nella
               sanguinosa lotta armata del decennio successivo. Dunque, i nuovi fermenti sociali
               e culturali della fine degli anni Sessanta rappresentarono un elemento di grande
               novità anche all’interno delle Forze Armate e in quelle di polizia.

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