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DOTTRINA




                  Inoltre, come Bell  e colleghi sottolineano, l’aumento delle missioni porta
                                   (42)
             anche a numerose separazioni dalla famiglia di origine , uno stressor ben cono-
                                                                (43)
             sciuto per il soldato . Per comprendere al meglio i punti di forza e di debolezza
                               (44)
             che caratterizzano la vita del personale militare dobbiamo infatti abbracciare il
             modello biopsicosociale  orientato verso un’ipotesi di multicausalità del feno-
                                    (45)
             meno, la quale si allontana da una visione semplicistica di “causa- effetto” per
             comprendere più a fondo le complesse dinamiche che lo caratterizzano . Ciò
                                                                                  (46)
             significa pensare il militare stesso all’interno di più ambienti interconnessi tra
             loro, i quali possono fornire punti di forza e di debolezza che contribuiscono
             all’aumento o alla diminuzione della resistenza psicologica dello stesso.
                  Secondo Picardi  vi sono tre importanti categorie di fattori implicati nella
                                 (47)
             resilienza: caratteristiche individuali, relazioni intime- come quelle con amici e
             parenti- e supporto sociale, come ad esempio con il vicinato, la scuola e organiz-
             zazioni benefiche. Allo stesso modo, se si prende l’ambiente militare come esem-
             pio, fattori su più livelli possono influenzare la resilienza nella risposta allo stress,
             come un primo livello individuale, un livello relativo alle politiche organizzative,
             alle procedure e alla cultura e un livello relativo alla struttura organizzativa .
                                                                                    (48)
                  Gli Autori spiegano che, a livello individuale si collocano le caratteristiche del
             retroterra sociale dell’individuo, la famiglia di origine, la personalità (incluse le pos-
             sibili psicopatologie) precedenti esperienze di lavoro, educazione, maturità, intel-
             ligenza, allenamento fisico, dieta, esercizio e l’attuale situazione familiare. Le poli-
             tiche organizzative comprendono invece regolamenti e direttive, gestione dei turni
             e delle missioni, regole di ingaggio. Questo livello è estremamente influenzato
             dalla gestione del leader del team, che definisce i turni di lavoro e la gestione delle
             attività delle varie unità. La struttura organizzativa infine influenza fortemente le
             modalità di risposta del militare agli stressor: nelle organizzazioni militari, la gran-
             dezza, il tipo e la configurazione delle unità potrebbe essere più o meno appro-
             priata rispetto alla domanda dell’ambiente esterno in un dato momento storico .
                                                                                      (49)

             (42)  BELL, et al., 1997.
             (43)  “In ambito militare, quando le famiglie vengono studiate, sono spesso analizzate come fonti
                  di possibili “danni collaterali” per lo svolgimento delle attività relative al servizio militare e
                  all’impiego del professionista all’estero, ma (…) le famiglie possono anche essere fonti di
                  risorse e supporto”, WADSWORTH, 2013.
             (44)  BARTONE et al., 2016.
             (45)  ENGEL, 1989.
             (46)  V. MADDIONA, Resilienza nel personale militare.  La mediazione del supporto familiare e sociale nella cor-
                  relazione tra hardiness e benessere psicologico, Sapienza Università di Roma, 2016.
             (47)  PICARDI et. al., 2012.
             (48)  BARTONE, BARRY, ARMSTRONG, 2009; BARTONE, 2006.
             (49)  BARTONE et al., 2016.

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