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L’ARMA DEI CARABINIERI A TUTELA DEL LAVORO E NEL CONTRASTO AI REATI CONNESSI
Meccanismi illeciti che sono normalmente alimentati asservendo qualifi-
cati soggetti operanti nel settore, in grado di provvedere agli adempimenti
necessari per poter far risultare formalmente esistenti le posizioni lavorative e
far ottenere così i necessari successivi contributi per la disoccupazione ed altre
indennità. Un sistema illecito in grado di provocare danni incommensurabili se
non aggredito da strutture investigative in grado di leggerne e interpretarne i
complessi lineamenti che riguardano non solo la frode ai danni dell’INPS ma
anche la regolarizzazione sul territorio di immigrati.
Il problema dell’immigrazione è strettamente collegato a quello del collo-
camento illecito nel mondo del lavoro in quanto è proprio dai canali dell’immi-
grazione che, spesso, le organizzazioni criminali alimentano il mercato delle
braccia a favore di imprenditori agricoli non sempre inconsapevoli. Sovente,
sono proprio gli imprenditori a eludere i controlli e le eventuali sanzioni a segui-
to delle attività ispettive degli enti preposti, collaborando con gli stessi caporali
o, addirittura, assumendoli per provvedere alla manodopera di cui ha necessità
l’impresa.
I lavoratori, in tali casi, sono “assunti” in nero o con contratti fittizi e
comunque a tempo determinato, evitando i versamenti contributivi e assicura-
tivi, al fine di consentire la percezione indebita delle indennità di sostegno del
reddito e il permesso di soggiorno sul territorio dello Stato.
Si tratta di ambiti recentemente disciplinati dal decreto flussi 2020 con
(62)
il quale è stato previsto l’ingresso di immigrati per ragioni di lavoro, stagionale
e non, nel territorio dello Stato attraverso quote prestabilite da impiegare in vari
settori imprenditoriali.
Le conseguenze del provvedimento, di indubbio valore sotto il profilo
sociale, vanno tuttavia considerate sotto il profilo economico e di mercato non-
ché sulla base degli esiti delle indagini svolte, soprattutto nel settore agricolo
ove sono state accertate gravi violazioni delle norme sul collocamento, da parte
di imprenditori e intermediari che, nella necessità di contenere i costi al fine di
rendere più competitivi sul mercato determinati tipi di prodotti agricoli, non
hanno esitato a sfruttare i lavoratori diminuendone la retribuzione o, nella
migliore delle ipotesi, tagliando i costi della formazione, della salute e sicurezza
sul luogo di lavoro.
Tali criticità sono state constatate in tutte le aree del territorio nazionale
ovvero non necessariamente in aree tradizionalmente caratterizzate da elevate
presenze criminali, anche di tipo mafioso.
(62) DPCM 7 luglio 2020, Programmazione transitoria dei flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari nel
territorio dello Stato per l’anno 2020, in G.U. Serie generale, n. 252, del 12 ottobre 2020.
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