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ECO AMBIENTE
I settori occidentali e settentrionali sono invece contraddistinti da maggio-
re ventilazione, essendo più esposti alle correnti nord-occidentali, dominanti
per quasi tutta la stagione invernale. A livello di caratteristiche nivologiche i set-
tori più meridionali presentano fenomeni di assestamento e metamorfismo
distruttivo piuttosto precoci nel periodo primaverile, evidenziando, anche a
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livello nivologico, la posizione climatica e geografica intermedia tra aree pretta-
mente alpine a aree appenniniche.
Di contro, i settori settentrionali presentano generalmente manti nevosi
più simili alle alpi centrali ed orientali, caratterizzati da persistenti strati
deboli legati a fenomeni di metamorfismo costruttivo e da un prolungarsi
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di condizioni tipicamente invernali anche nella prima parte della stagione
primaverile.
Osservando in generale i dati rilevati negli ultimi 15 anni è possibile affer-
mare che i quantitativi di neve precipitati al suolo non sono significativamente
diminuiti, pur in un contesto di crescente variabilità tra le diverse annate.
Emergono tuttavia due evidenti fattori, in particolare un generalizzato aumento
della quota neve, ovvero un limite delle nevicate spinto sempre più verso l’alto
e un’accelerazione dei ritmi di fusione del manto nelle fasi primaverili.
Questi due elementi determinano notevoli criticità per la gestione di
attività turistiche legate al mondo “neve” situate a quote inferiori ai duemila
m s.l.m., nonché una durata della stagione invernale sempre più breve, con
possibili riflessi, peraltro, sulla disponibilità idrica per l’agricoltura nei mesi
estivi.
L’ultima stagione invernale ha evidenziato in generale livelli di innevamen-
to inferiori alla media, ma il dato più significativo è che in alcuni settori il cin-
quanta per cento delle precipitazioni nevose registrate in tutta la stagione di
monitoraggio si siano verificate nel solo mese di novembre 2019.
I mesi centrali dell’inverno hanno dunque registrato pochissime precipi-
tazioni e temperature più elevate della media; inoltre le precipitazioni primave-
rili, solitamente abbondanti, non hanno permesso di raggiungere la soglia della
media stagionale degli ultimi trent’anni.
Le temperature superiori alla media hanno poi facilitato l’assestamento
del manto nevoso e limitato i metamorfismi costruttivi contribuendo a deter-
minare un buon consolidamento del manto.
Tale andamento ha concorso ad una netta riduzione degli incidenti mortali
da valanga nella scorsa stagione, con un (solo) decesso .
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(18) Per metamorfismo distruttivo intendasi degradazione dei cristalli di neve.
(19) Fenomeni fisici, cui sono soggetti i cristalli di neve, legati al freddo intenso e che tendono a
rendere il manto nevoso fragile e soggetto a cedimenti e valanghe.
(20) A dicembre 2019, in comune di Alagna Valsesia (VC).
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