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IL SERVIZIO “METEOMONT” CARABINIERI IN PIEMONTE: MONITORAGGIO DEL
MANTO NEVOSO E PREVISIONE DEL PERICOLO VALANGHE
5. Dati tecnico-scientifici raccolti
L’attività di monitoraggio del manto nevoso comprende l’osservazione e
la misurazione di parametri tecnici sia atmosferici sia nivologici. Nei vari livelli
di monitoraggio sono impiegati protocolli di rilevamento standardizzati, in
modo da avere informazioni sempre confrontabili tra loro. Viene utilizzata una
modulistica univoca a livello nazionale e, attraverso smartphones e applicazioni
dedicate, i dati vengono inseriti su di un applicativo informatico e trasmessi in
tempo reale a una piattaforma web, cui il previsore di giornata accede per vali-
dare i dati e redigere il bollettino.
Nel caso delle SMT i rilievi avvengono sempre nello stesso punto e questo
consente di tracciare un andamento delle condizioni nivologiche lungo tutto
l’arco della stagione, oltre che di ottenere una rilevante proiezione statistica sul
lungo periodo. I parametri rilevati durante l’attività giornaliera sono di tipo
meteorologico e nivologico (altezza totale del manto, altezza di eventuale neve
fresca, temperature a diverse profondità, densità dello strato superficiale, ecc.)
e ricomprendono altresì l’osservazione dell’attività valanghiva avvenuta nelle
ultime 24 h. I dati raccolti permettono di confrontare tra loro sia le diverse aree
climatiche sia le varie stagioni invernali nel loro complesso.
I Nuclei itineranti eseguono rilievi più approfonditi, in particolare, in virtù
della maggiore specializzazione del personale, ad essi viene richiesta una valu-
tazione locale della stabilità del manto nevoso, da attuarsi anche tramite l’esecu-
zione dei cosiddetti “test di stabilità”.
Questi test, effettuati in aree a pendenze superiori a 30°, consistono in
prove sperimentali mirate a sollecitare una porzione isolata di manto nevoso
(blocco o colonna) con energie progressivamente crescenti con l’intento di
indurre la fessurazione e il cedimento degli strati più deboli che compongono
un manto nevoso. Si tratta di operazioni tecniche che richiedono grande preci-
sione di esecuzione e capacità di valutazione e che possono fornire importan-
tissime indicazioni al previsore di giornata.
L’elevata varietà climatica delle Alpi piemontesi, che si estendono da zone
fortemente influenzate dalla vicinanza del mare, a sud ovest, fino a quelle più a
nord caratterizzate da climi endalpici, comporta una grande differenza nivolo-
gica tra i vari settori. I settori meridionali sono mediamente caratterizzati da
temperature più elevate, ma nel contempo, ricevendo aria più umida rispetto
agli altri settori, ricevono anche precipitazioni più abbondanti. Ad esempio, nel-
l’inverno 2017-2018, annata particolarmente nevosa, presso la SMT di Limone
Piemonte sono stati rilevati oltre sette metri di neve fresca .
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(17) La misura è cumulativa e deriva dalla somma dei singoli apporti di neve fresca avvenuti lungo
tutta la stagione.
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