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LIBRI
Carlo Tacconelli
IL CADETTO DEL ROSSO MANIERO
Bertoni editore, 2019, pagg. 320, euro 16,00
Recensire per me un libro scritto da un ex allievo
della Scuola Militare Nunziatella è difficile, si rischia di
cadere facilmente nell’indulgenza involontaria o perfi-
no nell’eccesso opposto perché, per difendersi da quel-
la, ci si industria, affinché il giudizio possa restare sicu-
ramente equilibrato, nella ricerca insistente di una
carenza, un’imperfezione. In questi casi, per rispetto di
chi legge, la condivisione della stessa magnifica singo-
lare esperienza giovanile va esplicitamente dichiarata
subito, senza nascondimenti, ed è ciò che ho appena
fatto; comunanza consistente nell’aver vissuto e condi-
viso in prima persona molte delle esperienze che il libro
racconta, gran parte delle paure descritte, delle ansie, delle emozioni che il passag-
gio dal “Rosso Maniero” lascia nell’anima di chi è stato tra quelle mura.
È la storia dell’esperienza vissuta all’interno di uno dei più antichi e prestigiosi
collegi militari del mondo, la Nunziatella, di quel solido edificio così teatralmente
denominato, “Rosso Maniero” appunto, che la città di Napoli custodisce tra i vicoli
di Pizzofalcone, a ridosso della chiesa della Santissima Annunziata, cui deve il suo
vero nome. Tanti personaggi, divenuti poi importanti, sono passati attraverso le
maglie formative dell’Istituto militare, nomi di persone che hanno dato lustro alla
storia, alla cultura, alle professioni di prestigio dell’Italia, ma anche tanti ragazzi
sconosciuti che poi hanno scelto altre strade per affermarsi nella vita oppure hanno
proseguito il percorso definito di farsi fedeli servitori dello Stato. Non a caso molti
dei suoi ex allievi e la stessa bandiera dell’istituto hanno meritato gli alti riconosci-
menti e decorazioni al merito della Repubblica.
Il libro racconta un pezzo di storia di una vita di chi ci è passato, vita degli anni
formativi giovanili, quelli più importanti che ritagliano il modo d’essere delle per-
sone. Uno qualsiasi di quei ragazzi, uno di quelli che ha indossato quell’uniforme
inconfondibile e di rara bellezza che indossano i cadetti si racconta, partecipandoci
i momenti più significativi di quell’esperienza.
È la narrazione racconto di tutto ciò che c’è dietro a quella divisa, di quanto pur-
troppo pesa vestirla e quanto può diventare leggera una volta arrivati alla fine del
corso. Non è un’esposizione facile da realizzare se la storia si annida in ogni angolo
di quel luogo, nei suoni che lo pervadono, nei ritmi che lo contraddistinguono, e
sono quelli lo spartito da trasformare in parole, da quando il collegio militare ti
accoglie a come ti trasforma migliorandoti, apparentemente senza alcun riguardo
di te. E non è solo una storia del vissuto “di dentro” perché poi c’è un mondo, là
fuori, col quale occorre fare i conti, e allora le pagine rimandano ad altre ansie, a
pause dolci e amare, con le quali confrontarsi, scegliere, agire, e la Scuola, a ben
vedere, anche in quei momenti, non è affatto estranea.
Leggere questo libro è come fare un viaggio attraverso i più disparati sentimen-
ti, quando entrare al collegio militare è l’oggetto del desiderio, un’ambizione, e
dopo, quando ci sei dentro, diventa un posto che incute soggezione ma che ancora
affronti con ingenua spavalderia poi, pian piano ti prende, ti morde, talvolta ti spa-
venta, e alla fine ti conquista.
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