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CONFERENZA DEL CONSIGLIERE PIERCAMILLO DAVIGO
accanto ai soliti traffici illeciti (usura/estorsione, traffico di stupefacenti), si è
data all’imprenditoria, perseguendo finalità in sé lecite con metodo mafioso. I
vantaggi sono evidenti: una maggiore mimetizzazione (con minori rischi giudi-
ziari), una maggiore accettazione sociale e, soprattutto, la possibilità di imple-
mentare la rete relazionale con il modo politico imprenditoriale.
A questo proposito è interessante confrontare le contestazioni formulate
nei vecchi processi di criminalità organizzata degli anni Ottanta, primi anni
Novanta, con quelle attuali per cogliere la “mutazione genetica” in atto; allora,
a parte le contestazioni per plurimi omicidi, i reati fine erano rapine, estorsioni,
sequestri di persona a scopo di estorsione e tantissimi traffici di droga. Le con-
testazioni attuali riguardano episodi di usura/estorsione, ma soprattutto reati di
carattere finanziario, in particolare, plurimi fatti di bancarotta fraudolenta e reati
societari aggravati dall’art. 7 D.L.152/1991.
La preparazione professionale dei magistrati delle Direzioni Distrettuali
Antimafia deve coprire anche l’area dei reati di carattere economico-finanziario
poiché, tenuto conto che sia la ‘ndrangheta che Cosa Nostra privilegiano attività
in sé lecite, gestite con modalità mafiose, bisogna essere in grado di utilizzare
tutti gli strumenti che il nostro sistema giuridico ci mette a disposizione, ad esem-
pio in materia di iniziativa del PM nelle istanze di fallimento ai sensi dell’art. 7
della Legge Fallimentare. Tra l’altro, la celerità dell’iniziativa fallimentare è garan-
tita dall’art. 238, secondo comma, R.D. 267/1942 che consente di richiedere ed
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